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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Il lunario trevigiano viene pubblicato da quasi tre secoli

"LA CRISI PASSERÀ" LA PREVISIONE DELLO SCHIESON

Torna lo storico almanacco con il pronostico per il 2013


TREVISO - Dallo Schieson 2013 un segnale di speranza per l’uscita dalla crisi: “tegnerà bota ancora l’eurozona: la crisi passarà, tardi o bonora, e dal tunel saremo quasi fora”.

Puntuale all’appuntamento, come avviene da 296 anni, è tornato in edicola il calendario Schieson Trevisan, edito dalle Arti Grafiche Zoppelli dal 1853 S.r.l. di Dosson di Casier. Anche per questa storica azienda tipografica trevigiana l’appuntamento con lo Schieson è di lunga data: risale infatti al 1853 quando rilevò il marchio e inizio a stampare questo ‘lunario e pronostico’ in dialetto trevigiano. Il lunario dello Schieson Trevisan, la cui prima edizione è del 1717, ebbe subito grande fortuna, diventando il più diffuso dell’epoca, tradotto anche in spagnolo, francese e tedesco e, già da allora, stampato in numerosissime copie. Quando l’edizione fu meglio ordinata e garantita da un privilegio concesso dal Veneto Magistrato dei Riformatori, lo spaccio arrivò fino alle 80.000 copie. Il nome deriva da quello dialettale di un albero, “s-cieson”, detto anche “pisolera, s-cesson, bessoler”: si tratta del Celtis australis, in italiano bagarolo o schiacciasassi. Il primo calendario dialettale trevigiano si chiamava in origine “Schieson de Casacorba”, dove nasce il Sile, veniva scritto da un prete e si ispirava a questa grande pianta ombrosa che si alzava davanti la chiesa del paese e sotto alla quale la gente si fermava a chiacchierare e discutere. Un tempo il lunario veniva stampato per segnare principalmente le fasi lunari (da cui deriva appunto il nome) e di conseguenza le ore in cui il sole si alzava e tramontava.Con la luna erano dunque approntate le semine che si facevano in campagna nel novilunio, la vinificazione che si praticava in luna calante, gli innesti, le raccolte; i lunari rappresentavano quindi per i contadini un utilissimo strumento per programmare l’annata agricola.