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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Nella Marca il settore conta 1.500 imprese e un miliardo di export

LE AZIENDE TREVIGIANE DELLA MODA CONTRO IL NO DELLA UE AL "MADE IN"

Bottoli (Unindustria): "Decisione che mette a rischio un intero comparto"


TREVISO - Il Gruppo Sistema Moda di Unindustria Treviso si unisce alla protesta crescente dopo il no della Commissione Europea della proposta di regolamentazione del ‘Made in’. “Purtroppo – dichiara il presidente Roberto Bottoli – , si tratta di una nuova conferma sia del prevalere in ambito comunitario degli interessi commerciali sugli interessi produttivi ed occupazionali, sia della scarsa considerazione attribuita dalla Politica al manifatturiero che si realizza soprattutto nella piccola e media impresa". Il made in Italy del sistema moda vale da solo l’11% del pil ed il 15% del saldo commerciale. Il settore occupa 600mila persone (e 450mila nel commercio). In Veneto operano 23mila imprese tra industriali, artigiane e commerciali, Treviso ne conta ben 1.500 con 16mila occupati e oltre un miliardo di euro di valore dell’export.

“E’ un settore che resiste – continua Roberto Bottoli - nonostante la dissennata e perdurante apertura incondizionata alle importazioni da Paesi spesso privi d’etica del lavoro e di controlli qualitativi, nonostante una tassazione record che non lascia margini per gli investimenti, nonostante i costi di una burocrazia asfissiante ed uno Stato ostile e vessatorio. Ma è un patrimonio che stiamo disperdendo, anche a causa della mancata obbligatorietà del ‘Made in’. Tutti gli Stati (dagli Usa alla Cina) regolamentano le importazioni con severi controlli e dazi (anche del 70% il Brasile e il 40% la Turchia) per salvaguardare le imprese nazionali; invece l’Europa sacrifica il lavoro dei propri cittadini sottoponendoli all’invasione di prodotti a basso prezzo, esponendoci anche al rischio dell’illegalità, del dumping e della contraffazione”.