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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Imputato di gioco d'azzardo Danilo Cietto, 50enne di Volpago del Montello

POKER "CLANDESTINO": IN AULA IL CASO DEL CIRCOLO "ALL STARS"

Nel febbraio 2010 il blitz della Polizia: 32 giocatori divisi in 3 tavoli


VOLPAGO DEL MONTELLO – (gp) Se sia o meno colpevole del reato di gioco d'azzardo in seguito all'inosservanza di un provvedimento delle autorità lo si saprà il prossimo 8 marzo, giorno del rinvio del procedimento penale per la discussione e la sentenza. Nel frattempo Danilo Cietto, 50enne di Volpago del Montello titolare del circolo “All Stars” di Camalò di Povegliano, è tornato di fronte al giudice. Stando alle contestazioni mosse dalla Procura di Treviso, il 50enne avrebbe continuato a organizzare tornei di texas hold'em senza rispettare l'ordinanza emanata dal questore Carmine Damiano nel novembre del 2009 che lo aveva inserito nella lista dei giochi clandestini. Nel febbraio 2010 era scattato il blitz: due volanti della polizia, accompagnate dagli uomini della squadra mobile e della scientifica, in possesso di un mandato di perquisizione firmato dalla procura di Treviso avevano fatto irruzione nel locale all'una e mezza di notte sorprendendo 32 giocatori, divisi in tre tavoli intenti a giocare a poker in un vero e proprio torneo a eliminazione, e la figlia 14enne del titolare a fare da dealer. Le forze dell'ordine avevano sequestrato carte, fisches, documenti in cui venivano annotati i partecipanti ai tornei e i nomi dei soci, oltre a 1600 euro in contanti, con tutta probabilità il denaro versato quella sera per partecipare al torneo. “Il poker Texas hold’em non è un gioco d’azzardo – ha detto l'avvocato Christian Menegon, il legale di Cietto - e non c’è alcuna prova del fatto che i giocatori ricevessero premi in denaro, come formulato dall’accusa”. Secondo l’avvocato, infatti, il primo premio (2200 euro) per chi avesse guidato la classifica dopo un certo numero di partite non sarebbe stato in contanti ma sotto forma di un ticket per l’iscrizione a un torneo semi-professionistico al casinò. “Andremo fino in fondo - dice l’avvocato - perché in questa assurda situazione di vuoto legislativo vogliamo creare un precedente”.