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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Il giudice Michele Vitale ha spedito gli atti al pm per riformulare l'imputazione

EVASIONE FISCALE, IL PROCESSO AL NOTAIO LATERZA E' DA RIFARE

Il professionista non avrebbe dichiarato un milione di euro


TREVISO - (gp) Doveva essere il giorno della sentenza, ma il giudice Michele Vitale ha stabilito che il capo d'imputazione non era sufficientemente determinato e ha deciso di rispedire gli atti al pm per riformulare l'accusa. In altre parole deve ripartire dall'inizio il procedimento penale a carico di Vitantonio Laterza, il notaio di 75 anni con ufficio in Galleria Bailo e residenza in strada Santa Bona Vecchia finito alla sbarra per rispondere dell'accusa di frode fiscale. Stando a quanto sostenuto dalla Procura di Treviso, il professionista trevigiano, ora in pensione, avrebbe omesso di dichiarare al fisco oltre un milione di euro. Condotta che aveva spinto il pm a ipotizzare una condanna a un anno di reclusione. I redditi che secondo gli inquirenti sarebbero rimasti sconosciuti all'agenzia delle entrate risalgono al 2005: secondo le verifiche effettuate dagli ispettori del fisco, ci sarebbero state delle “evidenti disparità” tra le prestazioni professionali concluse dallo studio del professionista in quell'anno e gli effettivi redditi dichiarati. Un “fondo nero” che l'agenzia delle entrate avrebbe quantificato in una somma tutt'altro che irrisoria, per un totale di 1.081.844 euro. Cifra che sarebbe stata scoperta moltiplicando il numero delle pratiche effettuate con il compenso medio per eseguirle. In parole povere, stando al capo d'imputazione, il notaio avrebbe dichiarato al fisco meno della metà di quanto realmente incassato con l'attività del proprio studio. Ma secondo la difesa, rappresentata in aula dall'avvocato Francesco Burighel, i calcoli degli ispettori non solo sarebbero sbagliati ma il notaio Laterza non avrebbe omesso di dichiarare nulla. Tanto che il legale aveva chiesto la piena assoluzione del professionista.