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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Un anno di reclusione, ridotto a otto mesi in virtù del rito abbreviato

TRUFFA AI DANNI DELL'ICQ: PRIMA CONDANNA PER LORIS SERAFIN

L'ispettore alla sbarra per un rimborso non dovuto di 23 euro


CONEGLIANO – (gp) Un anno di reclusione, ridotto a otto mesi in virtù del rito abbreviato. Questo il primo verdetto emesso a carico di Loris Serafin, il 51enne coneglianese funzionario dell'Icq (l'Ispettorato Centrale per la tutela della qualità e la repressione delle frodi dei prodotti agroalimentari) raggiunto recentemente da un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per due episodi di concussione per induzione (più uno tentato) ai danni di imprenditori del settore vitivinicolo di Pieve di Soligo e Valdobbiadene. L'uomo, difeso dall'avvocato Danilo riponti, è comparso di fronte al gup Silvio Maras per rispondere del reato di truffa ai danni di un ente pubblico, per una vicenda antecedente a quella tuttora in fase di indagine. A portare alla luce il fatto, risalente al 2010, era stata un'imprenditrice agricola la quale aveva offerto il pranzo a Serafin e a un suo collega. Il 51enne avrebbe preteso una fattura per poi farsi rimborsare il pasto dall'ispettorato per un totale di 23 euro. Una somma irrisoria che gli è costata una condanna, appunto, a otto mesi di reclusione. Un precedente che potrebbe costare caro all'uomo in merito all'altra inchiesta a suo carico per concussione per induzione. Il suo legale, nei giorni scorsi, era stato chiaro: la questione è tutta da chiarire. ““Il fatto che gli inquirenti chiedano a delle fantomatiche vittime di muovere delle accusare contro Loris Serafin – affermò l'avvocato Riponti - lascia già intendere che stanno cercando dei supporti per far reggere l'ipotesi di reato che viene contestata al mio assistito e ne sottolinea, al momento, la non sostenibilità. La concussione è il reato più grave che si può contestare a un funzionario della pubblica amministrazione e la linea di confine che lo divide da altre condotte, come il millantato credito, l'abuso d'ufficio e la truffa è comunque molto sottile. Le accuse sono infondate e credo che ci sarà molto da discutere”. A parte la qualificazione giuridica dei fatti oggetto di indagine, Loris Serafin infatti nega di aver mai usato minacce implicite o esplicite nei confronti dei tre imprenditori che che si dicono vittime delle sue richieste. Di certo c'è che non verrà presentata istanza di modifica della misura cautelare al tribunale del Riesame, ma soltanto la revoca al gip di Treviso.