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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Nelle piazze del centro 300 alberi in legno realizzati dai carcerati di Treviso

A TREVISO IL NATALE ARRIVA ANCHE GRAZIE AI DETENUTI

Un contributo ad abbellire la città nonostante la crisi


TREVISO - (ag) Sono in legno, alti circa 70 cm e colorati di bianco e azzurro, i 300 alberelli natalizi realizzati da 30 detenuti che contribuiranno a rendere più liete le festività per le vie del centro. Sono 300, quanti le persone nella Casa circondariale di Treviso. L'iniziativa nasce all'interno del progetto Start Up promosso dalle cooperative Alternativa di Treviso e Punto Zero di Udine, con il sostegno economico della Caritas Tarvisina e in collaborazione con la Casa Circondariale e il Comune di Treviso.

In un momento in cui le spese per strenne e luminarie sono ridotte al minimo, il contributo a infondere l'atmosfera natalizia e i valori della fratellanza e della solidarietà arriva quindi dal carcere.

Lo scopo è dimostrare alla città che i detenuti possono essere una risorsa per la comunità e allo stesso tempo invitare la gente a conoscere la realtà carceraria locale. Un luogo che vede un sovraffollamento del 100% (300 persone contro una capienza di 127), quasi la metà dei reclusi con meno di 30 anni e la maggioranza in prigione per reati di spaccio (40%) o contro il patrimonio (40%).

Ma le persone che imparano un lavoro possono quindi trovare l'opportunità di ricominciare e di realizzarsi? I dati sono eloquenti: un mestiere tiene “fuori dai guai” l'81% degli ex carcerati, mentre chi non ha lavoro ha il 70% di possibilità di recidiva.

Nella casa circondariale di Treviso sono attivi sei laboratori occupazionali, che coinvolgono circa il 10% dei detenuti: falegnameria, riparazione hardware, assemblaggio motori per le automazioni, allestimento dei cassonetti della raccolta differenziata, incisione artistica su vetro e digitalizzazione. Lavoro utile a creare nuova stima nella persona e che permette di riallacciare un rapporto con la società.

 

Ai nostri microfoni sono intervenuti Mauro Michielon, assessore alla Famiglia del Comune di Treviso, Isabella Pagliuca, educatrice della Casa Circondariale di Treviso, Antonio Zamberlan, presidente della Cooperativa Sociale Alternativa Onlus e Don Davide Schiavon, direttore della Caritas Tarvisina.