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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Motta di Livenza, titoli di credito intestati a finte societÓ o denunciati come smarriti

ACQUISTANO 110MILA EURO DI VINO CON ASSEGNI SCOPERTI

Denunciati per truffa dai carabinieri due emiliani, Cantina raggirata


MOTTA DI LIVENZA - Avevano effettuato, da un'azienda vitivinicola di Motta di Livenza, varie ordinazioni di bottiglie di vino per un totale di 110mila euro, pagando con assegni scoperti l'imprenditore. Gli acquisti avvenivano attraverso società fittizie, appositamente create: la maxi-ordinazione era stata effettuata dopo altre che in precedenza erano state regolarmente pagate, per ottenere la fiducia del titolare della cantina. L'indagine dei carabinieri di Motta, partita nel novembre del 2011 e conclusa in questi giorni, ha portato a denunciare per truffa aggravata in concorso due cittadini originari dell'Emilia Romagna. Particolarmente complessa l'indagine condotta dai militari: i conti correnti a cui riconducevano gli assegni risultavano estinti da tempo ed erano intestati a finte società mentre di alcuni assegni era stato denunciato lo smarrimento.