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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Approdata in aula l'inchiesta "The Family" su un giro di regolarizzazioni false

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: 3 PERSONE ASSOLTE E 8 A GIUDIZIO

In 4 anni, secondo la Procura, 30 cinesi sarebbero finiti nella rete


CASTELFRANCO VENETO – (gp) Erano finiti in 11 di fronte al gup Elena Rossi per rispondere del reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Tre di loro hanno scelto il rito abbreviato e sono stati assolti per non aver commesso il fatto. Gli altri 8 imputati invece sono stati tutti rinviati a giudizio e dovranno presentarsi in aula il prossimo 5 giugno. Le undici persone erano al centro dell'inchiesta denominata “The Family”, coordinata dal sostituto procuratore Valeria Sanzari. Secondo l'accusa si sarebbero accordati, seppur con ruoli e responsabilità diverse, per far entrare in Italia cittadini cinesi regolarizzandoli attraverso l'uso di falsi documenti che attestavano attività lavorative. Tra questi alcune buste paga per far risultare che i clandestini svolgevano lavori come badanti a casa dei parenti. Per la Procura le responsabilità maggiori sarebbero a carico di un bidello 55enne di Castelfranco Veneto e di un'amica cinese 50enne di Vedelago. Ogni "pratica", dai contatti in Cina al permesso di soggiorno, avrebbe fruttato al 55enne fino a 12mila euro. In 4 anni l'uomo, stando alle ricostruzioni degli inquirenti, avrebbe seguito oltre 30 cinesi (7 ormai regolari) mettendosi in tasca circa 300mila euro con i quali avrebbe acquistato anche 2 case.