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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

NovitÓ di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Condannato un 46enne veneziano reo di aver rotto il naso a un 37enne

PUGNO NEI BAGNI DEL NEW AGE, DUE MESI A UN BUTTAFUORI

A incastralo il racconto degli amici della vittima: avrebbero visto tutto


RONCADE – (gp) Due mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena e non menzione, per aver rotto il naso a un 37enne trevigiano all'interno del New Age di Roncade. Questa la pena inflitta dal giudice Marco Biagetti a un buttafuori veneziano di 46 anni che il 15 febbraio 2009, secondo l'accusa, avrebbe colpito il 37enne nei bagni del locale dopo una piccola discussione causata dallo stato di ubriachezza della stessa vittima. Il buttafuori, che si è opposto a un decreto penale di condanna da un mese e 15 giorni di reclusione, non sospesi e non convertiti in pena pecuniaria, si è sempre detto innocente sostenendo di non aver mai alzato le mani e di aver soltanto accompagnato all'uscita la vittima e un suo amico dopo che era stato chiamato dalla direzione del locale. Una versione smontata in aula dagli amici della vittima che hanno ricostruito quanto accaduto, spingendo il giudice a condannare l'imputato.