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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Familiari e poche decine di conoscenti per l'addio al 55enne ucciso dal figlio

"E' IL MOMENTO DEL DOLORE, NESSUNO SIA CURIOSO"

Il monito di don Edmondo ai funerali di Roberto Magri


TREVISO - “E' il momento del dolore, del mistero della vita e della morte. Spero che nessuno di noi sia curioso o voglia essere spettatore di come sono andati gli eventi”. Con queste parole, durante l'omelia, don Edmondo Lanciarotta ha ammonito i presenti al funerale di Roberto Magri, il 55enne ucciso a coltellate dal figlio Bruno, lo scorso 17 gennaio nell'abitazione di famiglia in via Ghirada. Oggi le esequie sono state celebrate nella chiesa di San Lazzaro, a poche centinaia di metri dal luogo del delitto: sui banchi la moglie Paula (il figlio si trova in carcere), pochi parenti stretti, alcune decine di conoscenti. Il sacerdote, che ha concelebrato insieme al parroco don Giovanni Salvalaggio, ha brevemente tratteggiato la figura di Magri, dalla famiglia di origini mantovane emigrata in Brasile, agli studi universitari e alla vita imprenditoriale, al ritorno in Italia, fino agli ultimi anni segnati dalle difficoltà della sua impresa, che l'avevano molto provato psicologicamente. Più volte ha invitato a rispettare il dolore dei familiari, senza giudizi e senza interesse morboso per la tragica vicenda. Al termine, la bara, ornata di un unico cuscino di fiori bianchi, è stata portata al vicino cimitero maggiore per essere tumulata.


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