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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Un 60enne trevigiano era accusato di accesso abusivo a un sistema telematico

SPIONAGGIO INDUSTRIALE: IL PM HA DECISO DI IMPUGNARE LA SENTENZA

Per la Procura l'uomo deve essere condannato nel processo d'appello


PONZANO VENETO – (gp) La risposta della Procura di Treviso non si è fatta attendere: il pm Iuri De Biasi ha infatti impugnato la sentenza d'assoluzione pronunciata nei confronti di un 60enne trevigiano finito a processo per le accuse di frode informatica e accesso abusivo a un sistema telematico. L'uomo, da oltre 40 anni in affari con una ditta di Ponzano Veneto che progetta macchine per la lavorazione delle lamiere, è stato infatti giudicato innocente. Il legale di parte civile, l'avvocato Paolo De Girolami che rappresentava la “Stam”, aveva già annunciato ricorso in appello. Ora anche la Procura segue i suoi passi, perchè considera l'imputato colpevole.

Prima come dipendente, poi come libero professionista, e infine come capo ufficio tecnico, l'uomo doveva rispondere del fatto di essere stato trovato in possesso di 20 mila file salvati in un suo vecchio computer, fogli di calcolo e progetti per macchinari che appartenevano alla ditta. I vertici dell'azienda, dopo l'introduzione delle nuove leggi sullo spionaggio industriale, avevano dotato la banca dati di un programma capace di registrare ogni singola operazione effettuata con i file aziendali. L'uomo, secondo l'accusa, dal maggio del 2006 al settembre del 2007, avrebbe copiato il materiale su delle chiavette usb e secondo l'azienda li avrebbe poi venduti alla concorrenza. Un sospetto che aveva portato la “Stam” a chiedere un maxi risarcimento danni da un milione di euro.

L'imputato, difeso dall'avvocato Andrea Zambon, aveva però sempre respinto tutte le accuse ammettendo di aver effettivamente trasferito quei file ma di averli usati solamente per lavorare come archivio personale. Una versione sposata anche dal giudice che ha stabilito che non è stato commesso nessun reato, a differenza di quanto sostiene invece il pm e la parte civile che promette battaglia in appello.