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Golf
PILLOLE DI GOLF/197: IL RITORNO DI TOGER WOODS

Il campione di nuovo sul green nel "Torneo degli eroi"


NASSAU - Un evento atteso, e da molti auspicato: il fuoriclasse Tiger Woods 41enne di Cypress (California), si rimette in gioco. È sceso in campo dal 30 novembre al 3 dicembre all’Albany Golf Course (par 72) di Nassau, a New Providence sulle isole Bahamas, praticamente a casa sua,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/196: AD ALICANTE LA SFIDA ITALIA - SPAGNA DEI GIORNALISTI

Vincono gli iberici, ma è festa per tutti


ALICANTE (SPA) - Ad Alicante, il match “Periodistas España-Italia”, la tradizionale sfida dei giornalisti spagnoli nostri antagonisti, in un clima di grande amicizia. È il più cordiale e allegro tra gli incontri internazionali che nella stagione vede i giornalisti...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/195: A DUBAI IL GRAN FINALE DELL'EUROPEAN TOUR

Rahm vince il torneo, classifica generale a Fleetwood


DUBAI - Con la disputa del DP World Tour Championship Dubai (16-19 novembre), è terminata al Jumeirah Golf Estates (Par 72), la stagione dell’European Tour cui hanno partecipato i primi sessanta classificati nell’ordine di merito della "Race To Dubai". Unico italiano in gara...continua

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Padre e figlio sono chiamati a rispondere di abuso d'ufficio e falso ideologico

REVISIONI SOLO SULLA CARTA, IN AULA I TITOLARI DI UN'OFFICINA

Le difese respingono le accuse: "Dimostreremo la loro innocenza"


FONTE - (gp) Accusati di abuso d'ufficio e falso ideologico per cinque revisioni sulle diecimila effettuate in due anni. E' la vicenda che vede imputati padre e figlio titolari di un'autofficina a Onè di Fonte. Stando alle accuse della Procura di Treviso, i due avrebbero apposto il timbro sul libretto di circolazione di cinque vetture senza però effettuare gli accertamenti di legge sui mezzi che, sempre secondo l'accusa, non avrebbero mai varcato la soglia dell'officina ma sarebbero sempre stati parcheggiati nei garage dei legittimi proprietari. I legali dei due imputati, gli avvocati Fabio Pinelli e Lodovico Fabris, sottolineano che non solo verrà dimostrato in aula che le revisioni sono state effettivamente eseguite, ma ribadiscono che le quote che ogni officina deve al ministero dei Trasporti sono state tutte versate. Gli inquirenti, come descritto nel capo d'imputazione, nell'analizzare i fascicoli cartacei relativi alle revisioni non ne avrebbero trovati 316. Ma sono, come detto, soltanto 5 quelli contestati dalla Procura, visto che i restanti sono stati poi recuperati per via telematica. Come sottolineano gli avvocati difensori, il fatto di non aver inizialmente trovati i documenti cartacei non significa affatto che ci si trovi davanti a un illecito: dei 76 euro di costo base per ogni revisione, una parte (circa 40 euro) deve essere versata allo Stato e l'officina ha sempre saldato questa cifra. Circostanza che da sola proverebbe l'infondatezza delle accuse. Ne sono convinti sia gli imputati che i loro legali, che torneranno in aula il prossimo 21 maggio per ascoltare gli ultimi testi.