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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Il Primario della Psichiatria presenta il Centro di Lavoro Guidato

DISAGIO PSICHICO, ALL'ULSS 7 UN PROGETTO DEL DOTT. PAOLO URBANI

"Lo scopo: aiutare gli ospiti a conseguire la massima autonomia possibile"


PIEVE DI SOLIGO - Una nuova realtà occupazionale è sorta nella zona industriale situata ai confini tra i comuni di Pieve di Soligo e Sernaglia della Battaglia, dove si cela una realtà diversa ed innovativa, quella rappresentata dal Centro di lavoro guidato, progetto pilota avviato quattro anni fa dal primario di psichiatria Paolo Urbani, che vede la collaborazione tra Ulss 7 e cooperativa “Insieme si Può”. “Nel Centro di lavoro guidato, collocato all’interno del Centro socio-riabilitativo, lavora una ventina di persone affette da disturbi psichici - spiegano il dott. Urbani, Direttore di Dipartimento Funzionale -II° Equipe Psichiatrica Nord, e la dott.ssa Mariella Durante, responsabile clinica Area Salute Mentale di “Insieme si Può”, -. Questo progetto è la dimostrazione che anche per le persone che hanno problemi psichici ci sono, se curate adeguatamente e seguite con progetti ad hoc, buone possibilità di venir integrate nella società e soprattutto nel mondo del lavoro. Anche queste persone, a volte tenute ingiustamente ai margini della società, possono condurre una vita normale, lavorare, avere un reddito e una vita dignitosa, senza pesare sulla famiglia. Il fatto che il Centro di lavoro guidato abbia conseguito un utile di circa 18.000 euro sia nel 2011 che nel 2012, è elemento di soddisfazione per i pazienti, cui viene data una possibilità occupazionale - che nel loro caso ha anche valenza riabilitativa - in anni in cui hanno difficoltà a trovar lavoro anche persone che non hanno problemi psichici”.

Da dove provengono le persone che lavorano nel Centro di lavoro guidato e che tipo di attività svolgono?

“Il Centro di lavoro guidato accoglie persone adulte (20-60 anni) con disagi psichici, che risiedono nei comuni dell’Ulss7 - spiega il dott. Urbani -. Possono essere sia pazienti accolti nelle strutture residenziali, sia persone seguite a livello territoriale, idonee per svolgere queste attività lavorative. Il loro impiego consiste nel produrre oggetti o accessori in legno o in ferro per diverse aziende esterne che operano nella zona, e che hanno dimostrato particolare sensibilità verso le problematiche della salute mentale, tra cui Padoin srl, Benincà, De Toffoli Basculanti e Onfa. Presso il Centro vengono creati anche altri prodotti artigianali: collane, borse, maglie, oggettistica d’arredamento ed articoli da regalo, che vengono poi venduti ai commercianti o direttamente nei mercatini. Il ricavato viene reinvestito in attività riabilitative e ricreative: a chi si è impegnato nelle varie attività produttive viene data anche una “gratifica” economica, proporzionale all’impegno. Ognuno ha un percorso personalizzato, definito dall’équipe dei Centri di Salute Mentale, in accordo con il personale del Centro socio-riabilitativo. Molto importante è anche la collaborazione con le famiglie. Il nostro obiettivo con le iniziative occupazionali, così con le altre attività che vengono organizzate per i nostri pazienti – conclude Urbani – è di aiutarli a conseguire il massimo grado di autonomia possibile”.

Diego Berti


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