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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Nuova udienza del processo a carico di Daniele Astero per omissione di soccorso

LA MADRE DI DAMIANO PONTIN: "CREDEVO L'AVESSERO UCCISO"

Per l'accusa il 31enne poteva essere salvato, per la difesa no


ISTRANA – (gp) “Ho pensato che me l'avessero ammazzato”. Un racconto straziante quello della mamma di Damiano Pontin, il 31enne di Sala d'Istrana trovato senza vita nella sua auto la mattina del 23 marzo 2010. La donna è stata chiamata a testimoniare nel processo a carico di Daniele Astero, il 26enne amico del ragazzo deceduto accusato di omissione di soccorso per averlo abbandonato in auto agonizzante. In lacrime, non ha risparmiato dichiarazioni dure anche contro l'imputato: “Daniele ha detto tante bugie, ha diffamato mio figlio. Non si tratta così una persona morta che non si può difendere. Sono qui anche per dire com'era davvero Damiano”. Di fronte al giudice Leonardo Bianco ha parlato anche l'imputato, difeso dall'avvocato Stefania Bertoldi: “Ho provato per due minuti a svegliarlo. Ho anche cercato di trascinarlo fuori dall'auto ma stava dormendo. L'ho lasciato in macchina che russava e me ne sono andato. Non mi sono preoccupato perchè sapevo che altre volte faceva così prima di tornare a casa”. Ma quella volta Damiano, per l'accusa, non stava dormendo. Tutto il procedimento penale ruota attorno a questo punto: acclarato che quando Daniele Astero se ne andò Damiano era ancora vivo, c'è da capire se potesse o meno essere salvato. Determinanti nella formulazione dell'imputazione a carico di Astero furono i risultati dell'esame tossicologico: se dall'autopsia era stato appurato che Pontin morì per un edema polmonare provocato dall'assunzione di un mix fatale di droga e alcol, gli esami tossicologici avevano rilevato che il giovane si trovava già in stato comatoso alle 22.30, in pratica cinque ore prima del decesso avvenuto alle 3.30 del mattino seguente. Medico legale e tossicologo erano concordi nel dire che la situazione era già molto compromessa, non escludendo però che Damiano potesse essere salvato: un tempestivo intervento medico, ha sostenuto il consulente dell'accusa, in casi come questo porterebbe a esiti positivi nel 70% dei casi. La difesa invece sostiene che l'edema polmonare che ha stroncato il 31enne sarebbe comunque letale nel 95% dei casi. A metà giugno si torna in aula.