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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Interrogati dal gip Silvio Maras, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

ANTONIO VELO E MARCO ROSSINI SCELGONO LA VIA DEL SILENZIO

L'ex patron della Velo spa ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari


ALTIVOLE – (gp) Sia Antonio Velo che Marco Rossini, comparsi davanti al gip Silvio Maras per l'interrogatorio di garanzia, hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere riservandosi di presentare delle memorie difensive per mettere agli atti la loro versione dei fatti. Antonio Velo, rappresentato dall'avvocato Francesco Murgia, ha depositato la richiesta di modifica della misura cautelare agli arresti domiciliari (la stessa adottata dalla magistratura per Rossini) e il giudice attenderà il parere del pm prima di sciogliere la riserva. Nessuna parola nemmeno da Marco Moretti, l'unico indagato finito in manette (è detenuto a Padova), per la presunta truffa ed evasione fiscale della Velo spa. Secondo gli inquirenti gli ex vertici della società sono accusati di aver prima sopravvalutato macchinari dallo scarso valore, veri e propri rottami o a volte inesistenti, e di averli ceduti a società di leasing e infine riacquistati con erogazione di finanziamenti. Una tecnica che secondo l'accusa, dal 2009 al 2012, avrebbe permesso alla Velo spa di garantirsi erogazioni di denaro per 6,5 milioni di euro da parte di varie società di leasing che che sarebbero state truffate. Un giro di fatture false, per un totale complessivo di 26 milioni di euro, che avrebbe permesso all'azienda di ricavare un guadagno netto di 5,2 milioni. A scoprire questo complesso quanto presunto sistema sono stati gli uomini della Guardia di Finanza di Treviso che la scorsa settimana avevano chiesto e ottenuto dal gip del Tribunale di Treviso tre ordinanze di custodia cautelare per evasione fiscale e truffa. A finire in carcere l'ideatore della truffa, Marco Moretti, amministratore delegato della società romana “2M srl” che avrebbe emesso le fatture false. Ai domiciliari invece l'azionista di riferimento della Velo, Antonio Velo, 76 anni e l'ex amministratore delegato della società, Marco Rossini, 40 anni, fermato alle 22.40 dello scorso giovedì all'aeroporto di Tessera, di ritorno da un viaggio in Corea. In tutto sono 12 le persone denunciate in questa inchiesta che segue il fallimento della Velo spa: tra gli indagati risulta anche Loretta Velo ma nei suoi confronti il pm Iuri De Biasi non ha chiesto l'arresto. Dall'indagine delle fiamme gialle emerge anche un tentativo di estorsione che la famiglia Velo ha tentato di mettere a segno ai danni di Marco Rossini quando questi si dimise dal ruolo di amministratore delegato dell'azienda. Lo scopo del tentativo di estorsione, fallito, era quello di convincerlo a versare nelle casse della Velo i 2,8 milioni di euro che lui aveva ottenuto dalle società di leasing. Il 40enne sarebbe stato minacciato in particolare da un pregiudicato originario di Torino, il 42enne Luca Bacchiega, appositamente assoldato dai Velo secondo quanto sostenuto dalla magistratura. Sequestrati nel corso dell'operazione delle fiamme gialle beni per 4,7 milioni di euro.