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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Quasi parità, invece, tra chi lascia l'impiego per altri motivi

LAVORO A RISCHIO PER LE MAMME: BOOM DI DIMISSIONI ALLA DPL

488 donne hanno rinunciato per accudire i figli, contro 23 uomini


TREVISO - In meno di un anno, sono stati 547 i lavoratori trevigiani che si sono dimessi dalla propria azienda e le cui dimissioni sono state convalidate dalla Direzione provinciale del lavoro. La legge Fornero, infatti, impone un controllo da parte dell'organismo per accertare che la rinuncia al posto di lavoro sia effettivamente volontaria, e non forzata dal datore (il fenomeno delle cosiddette dimissioni in bianco). Tuttavia, se in questo tipo di recesso dal rapporto lavorativo vi è un sostanziale equilibrio tra uomini e donne (rispettivamente 303 e 244), il divario di amplia notevolmente riguardo alle dimissioni legate ai figli. La legge, infatti, prevede una sorta di “protezione” per le donne in gravidanza o per chi ha figli fino a tre anni, con una verifica della Dpl proprio per evitare licenziamenti mascherati. In questo caso, nel 2012, si sono dimesse 488 lavoratrici, contro appena 28 colleghi maschi. Effetto di una scarsa conoscenza delle normative da parte dei padri e di un carico familiare che continua a ricadere soprattutto sulle mamme. Ma anche di un rischio di maggiori discriminazioni verso le donne. In qualche caso, gli addetti della Dpl sono riusciti a trovare soluzioni alternative all'abbandono dell'impiego: di recente, ad esempio, una 39enne aveva presentato le proprie dimissioni da una ditta di prodotti per ufficio, non riuscendo più a conciliare il lavoro con la necessità di accudire il suo secondo figlio, nato da meno di un anno. Si è riusciti a organizzare un part time con orari compatibili alle esigenze familiari della signora, che così non ha dovuto rinunciare all'occupazione.