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Golf
PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/246: DAL 2019 IN VIGORE LE NUOVE REGOLE DI GIOCO

Le norme ridotte a 24: ecco le principali novità


TREVISO - Erano trentaquattro le Regole del Golf; erano tante, e soprattutto abbastanza complicate da ricordare, per il neofita che le doveva capire, memorizzare, e poi correttamente applicare.Dal 1° gennaio 2019 sarà in uso una versione rivisitata, principalmente finalizzata ad una...continua

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VIDEONOTIZIA Indagine GdF, attraverso 7 società acquisiti beni per 5 milioni

BANCAROTTA FRAUDOLENTA ARRESTATI TRE IMPRENDITORI

Manette per due foggiani ed il 54enne di Caerano, Claudio Dametto


TREVISO - Attraverso un prestanome, una "testa di legno", controllavano sette aziende tra la Marca e la provincia di Foggia che avevano come unico scopo quello di fare acquisti dei più disparati beni (elettrodomestici, auto ma anche legname) senza pagarli o versando essegni scoperti. Ad essere beffati con questa tecnica sono stati almeno 70 diversi fornitori di tutto in Nord-Italia, truffati complessivamente di oltre 5 milioni di euro in beni. A portare alla luce la vicenda sono stati gli uomini del nucleo reati fallimentari della Guardia di Finanza di Treviso. Gli investigatori, il 23 febbraio scorso, arrestarono il prestanome a cui erano intestati tutti gli atti riguardanti sette ditte, nate nel 2007 e fatte fallire nel 2010: si trattava del foggiano Giuseppe Nunzio Santoro, foggiano di 54 anni. Che l'uomo, attualmente ancora in carcere, fosse solo una pedina mossa da qualcun altro c'erano davvero pochi dubbi. Ad muovere i fili della truffa erano altri tre imprenditori che si servivano di lui: Francesco Ferrazzano, foggiano di 64 anni che è stato arrestato il 23 maggio, Potito Giannuario, anche lui di Foggia e 64enne, finito agli arresti domiciliari e Claudio Dametto, 54enne di Caerano. Per l'unico trevigiano coinvolto nella vicenda, ex imprenditore edile, il gip del tribunale di Treviso, su richiesta del pm Iuri De Biasi, ha disposto gli arresti domiciliari. Tutti dovranno rispondere di bancarotta fraudolenta. Dametto si serviva del prestanome, Santoro appunto, per la gestione di due aziende che avevano sede nella zona industriale di Montebelluna, in via del Cristo. Fondamentale nell'indagine delle fiamme gialle il contributo della polizia: i tre imprenditori che effettuavano materialmente gli acquisti presso le aziende da raggirare, cambiavano di continuo identità per sfuggire alle maglie della giustizia. La sempre maggior diffusione di questo tipo di reati ha costretto il comando provinciale della Guardia di Finanza a rinforzare il nucleo per i reati fallimentari.

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