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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Depositate le motivazioni della sentenza d'appello per lo stupro di via Dandolo

"ZULUAGA HA UN ELEVATISSIMO PROFILO DI PERICOLOSITĄ SPECIFICA"

Il 28enne colombiano condannato a sette anni e quattro mesi di carcere


TREVISO - (gp) Julio Cesar Zuluaga Aguirre ha “un elevatissimo profilo di pericolosità specifica che impone l'adozione di una pena che ne consenta la sottoposizione a un lungo periodo di osservazione penitenziaria”. E' solo un passaggio delle 11 pagine di motivazioni della sentenza d'appello per lo sturpo di via Dandolo che ha confermato per il 28enne colombiano la pena di sette anni e quattro mesi di reclusione. I giudici veneziani, giudicando “infondati” i motivi del ricorso in secondo grado, scrivono che a differenza di quanto sostenuto dall'avvocato Carlo Cianci, difensore di Zuluaga, che avrebbe “attaccato pretestuosamente ampi passi del racconto della giovane vittima”, la versione di Anna (nome di fantasia per la studentessa 21enne stuprata il 24 ottobre 2011) è “totalmente credibile” e “lo stato di shock non ha pregiudicato la precisione dei suoi ricordi”. In merito a uno dei motivi fondati del ricorso in appello, ovvero il tentativo di cancellare l'aggravante dell'uso di un'arma in quanto il famigerato coltello non è mai stato trovato, la corte d'appello di Venezia dice che “l'uso di uno strumento pericoloso ai danni della vittima trova riscontro nel referto medico in cui si attesta la presenza di un'escoriazione a livello sacrale e di cute arrossata in regime sottomandibolare”. In altre parole non ci sono dubbi, anche grazie alle fotografie del collo della vittima, che qualcosa di appuntito sia stato usato da Zuluaga ed è “irrilevante che la persona offesa non abbia potuto vedere l'oggetto appuntito”. Senza entrare nei dettagli dell'atto sessuale, descritti nelle motivazioni per sottolineare la gravità del fatto, i giudici si soffermano anche sulla condotta tenuta da Zuluaga dopo essere stato arrestato: “Non emerge che nel periodo di detenzione l'imputato si sia attivato in qualsiasi modo per riparare il danno, anche in maniera simbolica”. Definendo poi Zuluaga come una persona che si comportava in maniera “rissosa e aggressiva”, i giudici hanno deciso che non meritava nessuno sconto di pena.