Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

La Corte d'Appello di Venezia ha inflitto 4 anni e 6 mesi a una 46enne sudamericana

FACEVA PROSTITUIRE LA FIGLIA DI 16 ANNI: CONDANNA CONFERMATA

Secondo gli inquirenti la donna non poteva essere all'oscuro di tutto


VENEZIA - (gp) La Corte d'Appello di Venezia ha confermato la condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione a carico della sudamericana di 46 anni accusata di aver fatto prostituire la figlia di appena 16 anni. La donna, difesa dall'avvocato Fabio Crea che ha già annunciato ricorso in cassazione, aveva dichiarato di essere sempre stata all'oscuro di tutto sostenendo che la figlia avrebbe fatto soltanto massaggi e che sarebbe stata lei stessa a pubblicizzarsi su internet. I giudici veneziani, così come stabilito in primo grado dal giudice Daniele De Fazio, hanno sentenziato che la sudamericana non poteva non sapere. Secondo gli inquirenti infatti non sarebbe verosimile che la 46enne non sapesse che i soldi che la baby squillo le passava ogni mese per contribuire al bilancio familiare derivassero da prestazioni sessuali e non da semplici massaggi. Non ci sono dubbi invece sul fatto che la giovanissima si reclamizzasse sul web anche con una sua foto, seppur con il volto oscurato: non sarebbe mai arrivata ad avere rapporti sessuali completi, limitandosi a massaggi ad alto tasso erotico o a preliminari molto espliciti. La ragazza, in qualche modo, avrebbe anche cercato di selezionare la clientela: pare accettasse infatti solo italiani e svolgesse una prima verifica con una breve conversazione al telefono. Al primo contatto venivano fornite indicazioni generiche sul luogo da raggiungere e una volta sul posto, veniva comunicato al cliente di turno l'indirizzo preciso. Il “giro” messo in piedi era comunque di una certa rilevanza: in media tre appuntamenti al giorno, tutti al pomeriggio anche se con alcuni periodi di interruzione, e l'attività sarebbe proseguita pure quando la famiglia andò in vacanza a Bibione. Gli uomini che arrivavano a bussare a quella porta erano in gran parte dalla Marca, ma non mancava chi proveniva da fuori regione con tariffe che andavano da 60 a 100 euro a prestazione.