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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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La Corte d'Appello di Venezia ha inflitto 4 anni e 6 mesi a una 46enne sudamericana

FACEVA PROSTITUIRE LA FIGLIA DI 16 ANNI: CONDANNA CONFERMATA

Secondo gli inquirenti la donna non poteva essere all'oscuro di tutto


VENEZIA - (gp) La Corte d'Appello di Venezia ha confermato la condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione a carico della sudamericana di 46 anni accusata di aver fatto prostituire la figlia di appena 16 anni. La donna, difesa dall'avvocato Fabio Crea che ha già annunciato ricorso in cassazione, aveva dichiarato di essere sempre stata all'oscuro di tutto sostenendo che la figlia avrebbe fatto soltanto massaggi e che sarebbe stata lei stessa a pubblicizzarsi su internet. I giudici veneziani, così come stabilito in primo grado dal giudice Daniele De Fazio, hanno sentenziato che la sudamericana non poteva non sapere. Secondo gli inquirenti infatti non sarebbe verosimile che la 46enne non sapesse che i soldi che la baby squillo le passava ogni mese per contribuire al bilancio familiare derivassero da prestazioni sessuali e non da semplici massaggi. Non ci sono dubbi invece sul fatto che la giovanissima si reclamizzasse sul web anche con una sua foto, seppur con il volto oscurato: non sarebbe mai arrivata ad avere rapporti sessuali completi, limitandosi a massaggi ad alto tasso erotico o a preliminari molto espliciti. La ragazza, in qualche modo, avrebbe anche cercato di selezionare la clientela: pare accettasse infatti solo italiani e svolgesse una prima verifica con una breve conversazione al telefono. Al primo contatto venivano fornite indicazioni generiche sul luogo da raggiungere e una volta sul posto, veniva comunicato al cliente di turno l'indirizzo preciso. Il “giro” messo in piedi era comunque di una certa rilevanza: in media tre appuntamenti al giorno, tutti al pomeriggio anche se con alcuni periodi di interruzione, e l'attività sarebbe proseguita pure quando la famiglia andò in vacanza a Bibione. Gli uomini che arrivavano a bussare a quella porta erano in gran parte dalla Marca, ma non mancava chi proveniva da fuori regione con tariffe che andavano da 60 a 100 euro a prestazione.