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Golf
PILLOLE DI GOLF/248: PADRAIG HARRINGTON CAPITANO DELL'EUROPA IN RYDER CUP

Nel 2020 l'irlandese guiderà il team continentale nella sfida agli Usa


ROMA - Sarà l’irlandese Padraig Harrington, a svolgere la missione di Capitano europeo alla Ryder Cup 2020, prossimo appuntamento americano fra Europa e Stati Uniti. Harrington è stato scelto da un Comitato composto dagli ultimi tre capitani del massimo circuito europeo: Paul...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

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Il "boss del pesce" era a letto imbottito di farmaci dopo un incidente in moto

NON EVASE I DOMICILIARI: FRANCO BATTAGGIA ASSOLTO A PROCESSO

Stava scontando gli ultimi mesi di condanna per l'omicidio Ciarelli


MOGLIANO VENETO – (gp) “Ero a letto imbottito di farmaci per colpa di un incidente in moto, e non ho sentito il campanello quando i carabinieri fecero il controllo”. Potrebbe sembrare una scusa, ma è la verità emersa in aula che ha convinto il giudice Leonardo Bianco ad assolvere perchè il fatto non sussiste il 66enne Franco Battaggia. Il “boss del pesce”, difeso in aula dall'avvocato Guido Galletti, era finito alla sbarra per rispondere del reato di evasione dagli arresti domiciliari. Una vicenda giudiziaria nata il 27 luglio 2010 quando i carabinieri di Mogliano Veneto, effettuando un controllo notturno presso l'abitazione dell'uomo per verificare che stesse rispettando la misura restrittiva dell'obbligo di dimora dalle 22 alle 7 del mattino, non lo trovarono in casa. Ma Battaggia, che stava scontando gli ultimi mesi della condanna a 18 anni di carcere per l'omicidio del nomade Vincenzo Ciarelli (il cui cadavere venne trovato in una vasca di Forte Pepe a Tessera), in casa c'era davvero, soltanto imbottito di antidolorifici e impossibilitato ad aprire la porta. Non avendolo trovato i militari, come previsto dalla legge, fecero scattare la denuncia per evasione alla quale seguì la revoca del beneficio degli arresti domiciliari, notifica che venne effettuata e che diede avvio alla latitanza di Battaggia. Terrorizzato dal tornare in carcere per qualcosa che non aveva commesso, il 66enne decise di darsi alla macchia, tanto che all'inizio non si escludeva nemmeno che potesse addirittura essere fuggito all'estero. Dopo nove mesi di latitanza, il 9 maggio 2011 Battaggia era stato arrestato dai carabinieri di Noale, che lo avevano catturato al confine tra la provincia di Padova e quella di Venezia. Battaggia, che ha sempre detto di essere innocente per questa vicenda e che l'avrebbe spiegato al giudice, non era però nuovo a fughe rocambolesche: in Svizzera riuscì a scappare dal cellulare della polizia che lo doveva portare in carcere, e a Guayaquil in Equador, dove si era rifugiato nei primi anni '90, era riuscito ad evadere dalla cella del carcere lasciata provvidenzialmente aperta da qualche secondino. L'ultima “fuga”, quella dalla sua abitazione di Mogliano Veneto, gli era costata il ritorno in galera al “Due Palazzi” di Padova per una detenzione di 88 giorni.