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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Condannato dal tribunale di Venezia un imprenditore edile di 50 anni

ABUSI SULLA FIGLIA MINORENNE E BOTTE ALL'EX MOGLIE: SEI ANNI

L'uomo era anche chiamato a rispondere di detenzione illegale di armi


VENEZIA – (gp) Sei anni di reclusione e 15 mila euro di provvisionale da versare alle parti civili. Questa la sentenza di condanna pronunciata dai giudici del tribunale di Venezia nei confronti di un imprenditore edile 50enne, di origine serba ma da anni residente e operante nel trevigiano, finito alla sbarra per rispondere dei reati di violenza sessuale sulla figlia minorenne dell'ex moglie, maltrattamenti in famiglia e detenzione illegale di armi. Una pena tutto sommato ridotta rispetto alla gravità dei reati e le richieste del pm Alessia Tavarnesi, che aveva ipotizzato una condanna a dieci anni di reclusione. L'uomo, difeso dagli avvocati Andrea Zambon e Renato Alberini, si era sempre dichiarato estraneo ai fatti tanto da rifiutare qualsiasi rito alternativo per dimostrare la propria innocenza a processo. Secondo l'accusa gli episodi di violenza si sarebbero consumati nel tempo, tra il 2005 e il 2011, sia a Treviso che a Favaro Veneto, dove negli ultimi anni si era trasferita la famiglia. Già finito sotto inchiesta per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, accusa poi caduta in prescrizione, l'imprenditore avrebbe maltrattato mamma e figlia per anni per costringerle a sottostare alle sue volontà. Anche attraverso minacce non solo verbali: in fase d'indagine infatti gli inquirenti sequestrarono una pistola semiautomatica Browning calibro 6,35, detenuta illegalmente, con tanto di caricatore e 5 cartucce. Ma l'accusa che più pesava sul 50enne era quella relativa agli abusi sulla figlia minorenne. Stando alle contestazioni della Procura di Venezia l'uomo, tra il 2008 e il 2010, l'avrebbe obbligata più volte a spogliarlo e masturbarlo, fino ad arrivare a costringerla a un rapporto orale. Abusi consumati sotto la minaccia di morte o di ritorsioni più pesanti sempre a livello sessuale se si fosse rifiutata. Mamma e figlia, dopo anni di soprusi, a metà del 2011 avevano deciso di dare un taglio a quel rapporto denunciando tutto alle autorità e dando via alle indagini.