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Golf
PILLOLE DI GOLF/227: JUSTIN THOMAS SENZA RIVALI AL BRIDGESTONE INVITATIONAL

Il terzo evento del circuito World Golf Championship


AKRON (USA) - È Francesco Molinari a godere il favore degli spettatori. Lo divide con il leader mondiale Dustin Johnson, che di WGC ne ha già conquistati cinque. Anche Tiger Woods, riemerso grazie alla bella prestazione nell’Open Championship, è atteso con...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/226: UN BEL COMPLEANNO FESTEGGIATO SUL FAIRWAY

Torneo e party in onore di Luigino Conti, patron di Ca' della Nave


MARTELLAGO - Una Louisiana a due, per festeggiare il genetliaco di Luigino Conti, direttore del Club Cà della Nave, persona che sa farsi benvolere.Luigino, che ormai da tre anni ha assunto la dirigenza del Circolo trovando nel suo cammino un mare di difficoltà, è riuscito a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/225: CON L'ACI SI GIOCA NEL BOSCO DELLA SERENISSIMA

Al Golf Cansiglio il torneo promosso dall'Automobile Club


TAMBRE D'ALPAGO - L’Automobile Club d’Italia ha cura dei propri soci: al di là del suo compito d’istituto su tutto quanto è attinente all’automobile, mette a loro disposizione un Campionato italiano di Golf, che gira da aprile ad agosto, su 28 tra i...continua

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Rinviato a giudizio Leopoldo Vanzetto: è accusato di incendio doloso in concorso

VECCHIO MULINO: A PROCESSO IL PRESUNTO MANDANTE DEL ROGO

Avrebbe assoldato due persone per distruggere il ristorante di Fonte


ONE' DI FONTE – (gp) A processo il presunto mandante dell'incendio al ristorante “Vecchio Mulino” di Onè di Fonte, andato completamente distrutto il 3 ottobre 2011. Il gip Umberto Donà ha infatti rinviato a giudizio Leopoldo Vanzetto, il marito della titolare del locale, con l'accusa di incendio doloso in concorso. Gli inquirenti ritengono che Vanzetto abbia assoldato due persone per dar fuoco al suo locale allo scopo di riuscire a incassare i soldi dell'assicurazione. Il 19 giugno 2012, di fronte al gup Silvio Maras, erano stati giudicati con rito abbreviato i piromani che avevano rimediato una condanna a due anni e otto mesi ciascuno, usufruendo dello sconto di un terzo della pena. Ora toccherà al presunto “mandante”, difeso dall'avvocato Renato Alberini, finire di fronte al giudice. Vanzetto, come riferisce il suo legale, ha sempre respinto le accuse intendendo dimostrare la propria innocenza a processo. Inizialmente la Procura di Treviso aveva valutato la possibilità di contestare all'uomo anche il reato di truffa ai danni dell'assicurazione, ipotesi poi decaduta per il fatto che l'imputato non aveva formalizzato nessuna richiesta di risarcimento alla compagnia, non avendo nemmeno avuto il tempo materiale per farlo. L'origine dolosa del rogo era stata in breve accertata dalla polizia giudiziaria dei vigili del fuoco e l'attenzione si era posata subito su Vanzetto, oltre che sui due piromani i quali, dopo 5 mesi di indagini, vennero arrestati il 2 marzo 2012 dai carabinieri di Treviso. Leopoldo Vanzetto li avrebbe assoldati per risolvere una situazione finanziaria difficile. Terminato il lavoro, secondo gli inquirenti, avrebbe voluto incassare il premio da 1,4 milioni di euro dell'assicurazione per mettere a posto i conti della sua attività.  Dalle indagini era emerso che l'accordo sarebbe avvenuto proprio all'interno del ristorante durante l'orario d'apertura: i tre si erano visti l'ultima volta un paio di giorni prima dell'incendio, appiccato quando Vanzetto si trovava in Francia per acquistare del vino.