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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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La nostra rubrica dedicata al mondo golfistico curata da Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/19: I PROFESSIONISTI, IL MAESTRO

L'importanza dell'istruttore, per la quale qualifica serve un lungo iter


TREVISO - Nuovo appuntamento con le pillole del golf curate assieme al giornalista Paolo Pilla: oggi parliamo dei professionisti, cominciando dalla figura del Maestro.

 

La Federgolf distingue nettamente il professionista dal dilettante. Lo sportivo che pratica il golf da appassionato, deve appartenere all’Amateur Status, essere cioè un dilettante, categoria che comprende la quasi totalità dei giocatori. La cosa che di più caratterizza i dilettanti è che nel partecipare alle gare, non possono vincere somme di denaro, o premi di ingente valore.

Da questo Status, il giocatore interessato al professionismo avrà a disposizione due percorsi: il professionista giocatore, il (tournament player), che riceve i suoi proventi dalle vincite del gioco, o il professionista istruttore (il maestro), che insegna la tecnica e la strategia. Il primo, per arrivarci, deve aver raggiunto un livello di gioco altissimo, il secondo dovrà superare prove ed esami in seno alla Federazione; deve sapere che dovrà essere disponibile a lavorare nel week-end ed in generale quando molti fanno festa; dovrà sottoporsi a tutta una serie di tappe previste dalla Federazione, che andranno a dimostrare serietà, attitudine, competenza. Di questa figura parleremo oggi, la figura più a contatto con l’amateur: L’istruttore, riferimento indispensabile per chi si avvicina a questo gioco, per ottenere all’inizio i primi indispensabili rudimenti, ed in seguito poter crescere. Ecco tout court il percorso della durata di 4 anni, che svilupperà nell’aspirante Maestro la conoscenza della tecnica e degli aspetti ad essa relativi, così come concordato con l'organismo tecnico della “PGA of Europe”: Per iniziare non è necessario che il giocatore sia zero handicap (scratch), sarà sufficiente che possieda un hcp di <4,4 se uomo, e di <6,4 se donna. Dapprima parteciperà ad una selezione che prevede anche una gara di golf di 72 buche medal in 4 giornate. ll titolo di studio va proporzionalmente ad influire sul risultato della gara che valida i primi 8 classificati; nella prova avrà un bonus di 6 colpi chi è in possesso di un Diploma di Laurea, di 4 colpi chi è in possesso di un Diploma di Laurea “breve”, e di 2 colpi chi è in possesso del Diploma di Scuola Media Superiore. I vincitori, potranno partecipare ai corsi-esame di formazione che si tengono al Centro Tecnico Federale presso il Golf Club Nazionale a Sutri (Viterbo). Le materie di apprendimento sono: Teoria e pratica della tecnica del golf e del suo insegnamento - tecnologia dei materiali e personalizzazione del set - le regole del golf - psicologia dell'insegnamento e del golf - preparazione atletica - anatomia e fisiologia – greenkeeping - lingua inglese - biomeccanica del movimento – scienza dell’alimentazione - organizzazione sportiva di un circolo - uso del computer. Ad esami superati, assume la veste di “Tirocinante”; dovrà restare a disposizione della Federazione che si avvarrà delle sue prestazioni in occasione di iniziative di natura promozionale, ed in questa posizione dovrà rimanere per 12 mesi. Superato un ulteriore corso-esame, diverrà “Assistente” di classe “D”, e a seguire, fino ad arrivare alla classe “A”, e si vedrà proiettato, dopo un anno ed ulteriore corso-esame, alla sospirata qualifica di “Maestro”. Concluso il lungo iter, potrà finalmente esercitare la professione in tutti i Paesi europei. La sua preparazione inoltre, se corredata da un’abilitazione al Master in Golf Management, gli consentirà di adire anche al ruolo di direttore di golf. Nel passato è capitato che qualcuno avesse cercato la scorciatoia, che fosse andato a prendersi il brevetto in un Paese meno severo, ma oggi la cosa è più rara, per non dire impossibile. L’importanza del Maestro non risiede tanto nella sua bravura di gioco, dalla quale tuttavia non si può del tutto prescindere, quanto nella sua capacità di trasmettere le nozioni. ”Insegnare facendosi capire agevolmente”, questa è la bravura, ma non è compito facile. Ognuno di noi ha un diverso quoziente intellettivo ed una diversa prestanza fisica; un bravo istruttore deve saper adeguare il suo insegnamento alle possibilità psico-fisiche dell’allievo, ed al livello raggiunto. Chiunque inizi il gioco del golf è bene che prenda qualche lezione dal maestro, ad evitare di assumere difetti di postura e di movimento, che farebbe poi fatica a perdere.

La massima di oggi: Imparare è un’esperienza, tutto il resto è informazione (A. Einstein)

 

Paolo Pilla


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