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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Difeso dall'avvocato Carlo Cianci, vuole cancellare l'aggravante dell'uso di un coltello

STUPRO DI VIA DANDOLO: ZULUAGA PRESENTA RICORSO IN CASSAZIONE

Il colombiano condannato a 7 anni e 4 mesi, pena confermata in appello


TREVISO - (gp) Non si arrende Julio Cesar Zuluaga Aguirre. Il colombiano condannato in primo grado a sette anni e quattro mesi (sentenza poi confermata in appello) per aver violentato una studentessa di 21 anni in via Dandolo, a due passi dal sottopassaggio della stazione ferroviaria, ha presentato ricorso in Cassazione. Difeso dall'avvocato Carlo Cianci, Zuluaga sostiene che non sia stato usato nessun coltello durante la violenza, motivo per cui le circostanze aggravanti riconosciute sia dal gup di Treviso che dalla Corte d'Appello di Venezia devono essere cancellate. Circostanza che, se i giudici romani dovessero ritenere fondata, farebbe tornare il processo a Venezia per un nuovo giudizio di secondo grado. “La dedotta sussistenza della circostanza aggravante – scrive l'avvocato Cianci nel ricorso - non può desumersi da argomentazioni di natura meramente presuntiva anche in ordine alla asserita - ma mai riscontrata - compatibilità delle lesioni con l’utilizzo dell’arma indicata”. Nelle motivazioni dei giudici veneziani però qualcosa è stato puntato con forza al collo delle vittima: “L'uso di uno strumento pericoloso ai danni della vittima – scrive la Corte d'Appello - trova riscontro nel referto medico in cui si attesta la presenza di un'escoriazione a livello sacrale e di cute arrossata in regime sottomandibolare”.