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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

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PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Intervista all'avvocato Alessandro Romoli, il legale di Daniele Pelliciardi

"PER SVOLGERE I TRE GRADI DI GIUDIZIO C'ERA TUTTO IL TEMPO"

A Buongiorno Veneto Uno ha analizzato la sentenza della Cassazione


GORGO AL MONTICANO – (gp) “In sei anni c'era tutto il tempo di svolgere i tre gradi di giudizio. Daniele Pelliciardi, appresa la notizia, è rimasto sconcertato”. Parole dell'avvocato Alessandro Romoli, il legale dell'unico figlio dei coniugi Pelliciardi trucidati il 21 agosto 2007 nella dependance di villa Durante a Gorgo al monticano. Assieme all'avvocato Romoli, intervenuto in diretta a Buongiorno Veneto Uno, abbiamo ripercorso le tappe processuali della massacro di Gorgo al Monticano, analizzando i vari aspetti della vicenda, a cominciare dalla possibilità che non si riesca ad arrivare a una sentenza definitiva di condanna prima che scadano i termini di carcerazione preventiva per Naim Stafa, l'albanese di 39 anni considerato l'ideatore del duplice omicidio e per questo condannato all'ergastolo sia in primo grado che per due volte in appello. La Corte di Cassazione, per la seconda volta, ha annullato la sentenza dei giudici veneziani e ora sarà una corsa contro il tempo per evitare che Stafa torni libero prima che la nuova sentenza della Corte d'Appello di Venezia venga confermata dalla Cassazione.

Vi riproponiamo l'intero intervento a Buongiorno Veneto Uno del legale di Daniele Pelliciardi, l'avvocato Alessandro Romoli.

 

Queste invece le dichiarazioni dell'avvocato Sabrina Dei Rossi, il legale di Naim Stafa:

“Naim Stafa non sarà uno stinco di santo ma non è un assassino. Non ha ucciso nessuno. Condannarlo all'ergastolo mi sembra un po' eccessivo”. Esordisce così l'avvocato Sabrina Dei Rossi, legale del 39enne albanese considerato l'istigatore del massacro dei coniugi Pelliciardi, all'indomani della decisione della Corte di Cassazione di annullare per la seconda volta la sentenza d'appello. "Il codice di procedura penale prevede tre gradi di giudizio, e noi abbiamo solo utilizzato gli strumenti che il codice prevede, senza altre volontà. L'unica volontà che c'è è quella di affermare la verità. Secondo noi era legittimo sollevare una questione di incompatibilità ambientale perchè, viste le pressioni mediatiche e politiche, in  qualche modo potevano esserci condizionamenti. Può essere che magari ci sarebbe stata una sentenza più equa. Ripeto quello che ho sempre detto: Stafa non ha ucciso nessuno, quindi applicare l'ergastolo mi pare sia eccessivo e difficile da motivare visto che non era lì fisicamente. Pensare che potesse consumarsi un omicidio, tra l'altro con quelle modalità terribili, non era immaginabile”. Naim Stafa dunque è innocente? “Per quanto riguarda l'omicidio sì. Ripeto: non è un santo ma non ha mai ammazzato nessuno, non ha mai commesso un reato contro la persona, non ha mai vissuto di rapine e di furti, stava aspettando l'indennità per ingiusta detenzione e voleva tornarsene a casa sua. Ha un unico precedente che è la violazione della legge Bossi-Fini. Ho sempre sostenuto che, dopo il suicidio dell'esecutore materiale del delitto, si dovesse dare per forza l'ergastolo a qualcuno. Applicare le aggravanti soggettive a una persona che non era presente era l'unico modo per dargli l'ergastolo. Nelle mie arringhe ho sempre sostenuto: “Vogliamo dare almeno un giorno di meno dell'ergastolo a uno che materialmente non ha ucciso? Non si può applicare la stessa pena”.

 

L'on. Simonetta Rubinato annuncia un'interrogazione parlamentare:

La vicenda giudiziaria del delitto di Gorgo al Monticano approda sui banchi parlamentari. L’on. Simonetta Rubinato ha infatti annunciato la presentazione di un’interrogazione al Ministro dell’interno, Cancellieri, a seguito della sentenza con cui la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna all’ergastolo per Naim Stafa, il 39enne albanese considerato l’istigatore del massacro dei coniugi Pellicciardi. Un rinvio che, se non interverrà la sentenza definitiva entro la prossima primavera, potrebbe far tornare in libertà Stafa. “Ci sono compiti – spiega la deputata del Pd - che solo lo Stato può svolgere. Uno di questi è quello di amministrare la giustizia e se ciò non accade viene minata la fiducia che i cittadini hanno nelle istituzioni. Il punto non è 'ergastolo sì o ergastolo no’ a Stafa, il punto è avere in tempi ragionevoli una sentenza giusta per le vittime e la certezza della pena per la responsabilità già accertata di uno dei colpevoli di un delitto efferatissimo”. Secondo la parlamentare trevigiana anche la magistratura ha delle responsabilità in questo caso “visto che assistiamo per la seconda volta alla censura da parte della Cassazione, per gli stessi motivi, della sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Venezia, senza contare che in Cassazione c'è stato un ulteriore rinvio di qualche  mese per carenze organizzative interne”. “Chiederò al Ministro  - annuncia l’on. Rubinato - di attivarsi assumendo le iniziative necessarie e di sua competenza affinché sia garantita la certezza della pena, giungendo ad una sentenza definitiva prima della scadenza dei termini di carcerazione. Chiederò inoltre al Ministro di valutare se ci siano delle lacune normative da correggere, ma  anche di verificare se non vi siano state delle carenze da parte della magistratura, perché dopo sei anni in un caso come questo una sentenza definitiva dovrebbe già esserci”.

 



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