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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Primo intervento concreto della Confapri, fondata da Massimo Colomban

NASCE LA CARTA DI CASTELBRANDO PER IL RILANCIO DELL'ECONOMIA

Una sintesi delle misure necessarie per risanare il bilancio dello Stato


CISON DI VALMARINO - Nasce la “Carta di CastelBrando”, un documento che racchiude la sintesi delle misure necessarie per risanare il bilancio dello Stato, rilanciare l’economica italiana, l’occupazione e il reddito dei cittadini. Misure che in occasione del Forum “Lavoro, Impresa, Paese” dell’8 luglio 2013 sono state condivise, discusse e concordate con le centinaia di imprenditori, oltre a economisti e legislatori di tutti gli schieramenti politici, presenti a CastelBrando di Cison di Valmarino.

Cosa dovrebbe fare il Governo per far sì che la ripresa dell’Italia ci sia e subito? Deve:

-  ridurre urgentemente il debito pubblico attraverso la privatizzazione di immobili, partecipazioni, concessioni, licenze, diritti e altro per circa 300 miliardi di euro e utilizzando le riserve in valuta e auree della Banca d’Italia, oscillanti fra i 100 e i 140 miliardi di euro. Così possiamo portare il debito pubblico, nell’arco di un quinquennio, da 2.000 a 1.500-1.600 miliardi di euro (dal 124% al 90%, o al massimo al 100%, circa del PIL), risparmiando così tra i 15 ed i 25 miliardi annui di interessi e rendendo lo spread sul debito pubblico italiano molto meno instabile di quanto non sia oggi;

-   tagliare altrettanto urgentemente la spesa pubblica, nell’arco di 5 anni, dall’attuale 47% al 40% del PIL (da 800 a 640-700 miliardi di euro), avvicinandoci alla media dei 5 paesi OCSE più virtuosi. Circa 15-25 miliardi arriveranno dal calo della spesa per interessi, indotto dalla riduzione del debito, mentre gli altri 65-100 miliardi circa sono ottenibili dalla cancellazione della piaga della corruzione (-10 miliardi), da una riduzione della spesa per la gestione della struttura dello stato - ministeri, regioni, provincie, comuni, enti pubblici - (-15 miliardi), dalla revisione delle pensioni di invalidità (-10 miliardi), dall’eliminazione dei sussidi alle imprese (-20 miliardi), dalla modernizzazione e razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi intermedi più in generale (-10 miliardi) e da altre razionalizzazioni (-35 miliardi).

Oltre a queste azioni, sono necessarie urgenti leggi che puntino a:

1 - Sblocco immediato dei circa 120 miliardi di euro dovuti dallo Stato e dagli Enti alle imprese. Con soli 10 miliardi di incremento del fondo di garanzia del MEF (dei quali 8 rientrerebbero dalle tasse e quindi il costo finale per il governo sarebbe di soli 2 miliardi più interessi) si permetterebbe subito alle imprese di farsi anticipare i 120 miliardi dalle banche che oggi hanno liquidità, rilanciando l’economia (imprese ed occupazione) e generando un più 0,8% del PIL;

2 - Abolizione dell’IRAP (entro il 2014) e modulazione dell’IMU che non pesi oltre il 5% del reddito lordo su tutte le attività produttive;

3 - Pagamento dell’IVA solo a incasso avvenuto;

4 – Social Housing: un milione di abitazioni vincolate dalle banche vengano date al prezzo di mercato alle famiglie richiedenti attraverso un contratto di mutuo (con affitto garantito);

5 – Riduzione delle tasse per le imprese e per i lavoratori, riportandole alla media dei paesi OCSE più virtuosi;

6 - Ammodernamento della giustizia italiana, oggi classificata fra le più arretrate al mondo (una giustizia celere e di qualità è la premessa per un corretto svolgersi delle attività economiche);

7 – Tutela del Made in Italy, marchio utilizzabile solo da chi produce almeno il 90% in Italia,

8 – Eliminazione della corruzione nel settore pubblico e privato: etica, integrità e zero tolleranza permetterebbe di risparmiare da subito oltre 70 miliardi di sprechi e ruberi.