Questo sito usa i cookies per offrirti una migliore esperienza di navigazione.  Conferma Privacy Policy
Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

Invia Invia a un amico | Stampa Stampa notizia |  


 

I tre coetanei della vittima sono accusati di morte in conseguenza di altro reato

GIALLO DELLA RESTERA: INDAGATI PUSHER E AMICI DI MARCO VIDALI

Il 20enne di Casale sul Sile morì annegato: fu ritrovato il 23 maggio


CASALE SUL SILE – (gp) Morte come conseguenza di altro reato. Questa l'ipotesi accusatoria con cui sono stati iscritti nel registro degli indagati il pusher e i due amici di Marco Vidali, il ragazzo di 20 anni di Casale sul Sile ritrovato cadavere nel Sile in Restera dopo due giorni di ricerche il 23 maggio scorso. La Procura di Treviso in questi giorni riceverà i risultati definitivi dell'esame tossicologico eseguito sul corpo del giovane, anche se l'autopsia ha già stabilito che la vittima aveva assunto ketamina prima di finire nelle acque del Sile e che il decesso è sopraggiunto per annegamento. Escluso dunque il malore fatale che inizialmente poteva aver portato a pensare a una caduta accidentale, gli inquirenti ora si stanno concentrando sulle eventuali responsabilità di terzi. In primis i due coetanei, uno di Casier e l'altro di Treviso, che hanno detto al magistrato di essersi svegliati quel lunedì mattina e di non aver più visto il loro amico, dando poi l'allarme. Versione data da entrambi ma che pare non essere sufficiente per esimerli da colpe, almeno per il momento secondo quanto sostengono gli investigatori. Al vaglio della magistratura, oltre alla loro, si aggiunge poi la posizione del “pusher” che avrebbe ceduto al trio la ketamina: stessa ipotesi di reato che potrebbe essere modificata in corso di indagine qualora gli esiti degli esami tossicologici si rivelassero compromettenti.