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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Depositati i risultati dell'esame tossicologico: aveva assunto ketamina

GIALLO IN RESTERA: MARCO VIDALI PRESENTA UNA FERITA ALLA TESTA

Confermata la morte per annegamento, ma l'indagine continua


TREVISO – (gp) Nuovo sviluppo nell'inchiesta sulla morte di Marco Vidali, il 22enne di Casale sul Sile annegato in Restera la notte tra il 19 e il 20 maggio scorso e ritrovato cadavere dopo due giorni di ricerche. Ad aggiungere un nuovo alone di mistero, a tre mesi dalla tragica scomparsa, è la relazione finale dell'anatomopatologo trevigiano Alberto Furlanetto che ha depositato i risultati degli esami tossicologici effettuati sul corpo del giovane. Se da un lato viene confermata l'ipotesi iniziale, ovvero che Marco Vidali è deceduto per annegamento e non per un malore dopo aver assunto ketamina, dall'altro si evidenzia come il 22enne avesse una profonda ferita lacero-contusa alla testa. Ferita che lo stesso professore sostiene possa essere compatibile con una caduta lungo l'argine del Sile o con l'impatto sul fondo del fiume ma non con un colpo portato con un corpo contundente. Si tratta però di un elemento che potrebbe spingere la magistratura ad andare più a fondo, visto che la dinamica di quello che è sempre stato definito un incidente potrebbe non essere più così chiara. Non è escluso infatti che i due coetanei della vittima, con cui Vidali ha trascorso l'ultima serata della sua vita, possano venire risentiti dagli inquirenti in quanto unici “testimoni”. Quando vennero interrogati dal magistrato, dissero di essersi svegliati quel lunedì mattina e di non aver più visto il loro amico, dando poi l'allarme. Al vaglio della magistratura, oltre alla loro, si aggiunge poi la posizione di un terzo ragazzo che avrebbe ceduto al trio la ketamina: l'ipotesi accusatoria che potrebbe profilarsi (morte in conseguenza di altro reato) è la stessa per tutti e tre i giovani.