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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Le conseguenze dell'emigrazione italiana nelle miniere belghe

IL LIBRO: I DUE VOLTI DELLA MORTE NERA. MORIRE DI CARBONE IN BELGIO

L'intervista all'autore, il giornalista Walter Basso


TREVISO - (ag) Il sacrificio dei tanti italiani che nel secondo dopoguerra emigrarono in Belgio, ignari del lavoro che li attendeva, viene raccontato dal giornalista Walter Basso nel volume “I due volti della morte nera. Morire di carbone in Belgio”, edizione ScantaBauchi Centro di Cultura Veneta. L'autore prende a prestito il termine con cui storicamente è stato definito il flagello della peste, per alludere ora alle conseguenze del lavoro nel profondo delle miniere belghe che chiamo' tra le proprie fila 50mila giovani italiani inviati dall'Italia forte di un accordo bilaterale tra le due nazioni che barattava forza lavoro a basso costo con rifornimenti di energia, ossia carbone. Inizia come un diario di famiglia il racconto di Walter Basso, che scrive per ricordare l'esperienza e il sacrificio dello zio e del padre, entrambi, in modo diverso, vittime della miniera. Miniera, come evidenzia l'autore, con una “doppia personalità omicida: una quella violenta che tra i tanti uomini, ha ucciso anche mio zio sepolto vivo a soli trentatre anni, l'altra è quella paziente che ha ammazzato decine di migliaia di minatori, tra i quali mio padre soffocato dalla silicosi in ospedale dopo anni di sofferenze.”. Il libro da vita ai ricordi ma cerca anche quelli degli altri, individuali e collettivi, che compaiono sotto forma di testimonianze o di documenti e articoli di giornali dell'epoca.

Se, come rivela ai nostri microfoni, la ricerca di Basso risponde a un bisogno intimo, di capire in profondità il dramma che ha segnato la sua famiglia, quello che offre al lettore è un volume importante per comprendere un'epoca e la sofferenza di molti uomini e delle loro famiglie la cui memoria tende a essere sotterrata.