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Golf
PILLOLE DI GOLF/248: PADRAIG HARRINGTON CAPITANO DELL'EUROPA IN RYDER CUP

Nel 2020 l'irlandese guiderà il team continentale nella sfida agli Usa


ROMA - Sarà l’irlandese Padraig Harrington, a svolgere la missione di Capitano europeo alla Ryder Cup 2020, prossimo appuntamento americano fra Europa e Stati Uniti. Harrington è stato scelto da un Comitato composto dagli ultimi tre capitani del massimo circuito europeo: Paul...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

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Le conseguenze dell'emigrazione italiana nelle miniere belghe

IL LIBRO: I DUE VOLTI DELLA MORTE NERA. MORIRE DI CARBONE IN BELGIO

L'intervista all'autore, il giornalista Walter Basso


TREVISO - (ag) Il sacrificio dei tanti italiani che nel secondo dopoguerra emigrarono in Belgio, ignari del lavoro che li attendeva, viene raccontato dal giornalista Walter Basso nel volume “I due volti della morte nera. Morire di carbone in Belgio”, edizione ScantaBauchi Centro di Cultura Veneta. L'autore prende a prestito il termine con cui storicamente è stato definito il flagello della peste, per alludere ora alle conseguenze del lavoro nel profondo delle miniere belghe che chiamo' tra le proprie fila 50mila giovani italiani inviati dall'Italia forte di un accordo bilaterale tra le due nazioni che barattava forza lavoro a basso costo con rifornimenti di energia, ossia carbone. Inizia come un diario di famiglia il racconto di Walter Basso, che scrive per ricordare l'esperienza e il sacrificio dello zio e del padre, entrambi, in modo diverso, vittime della miniera. Miniera, come evidenzia l'autore, con una “doppia personalità omicida: una quella violenta che tra i tanti uomini, ha ucciso anche mio zio sepolto vivo a soli trentatre anni, l'altra è quella paziente che ha ammazzato decine di migliaia di minatori, tra i quali mio padre soffocato dalla silicosi in ospedale dopo anni di sofferenze.”. Il libro da vita ai ricordi ma cerca anche quelli degli altri, individuali e collettivi, che compaiono sotto forma di testimonianze o di documenti e articoli di giornali dell'epoca.

Se, come rivela ai nostri microfoni, la ricerca di Basso risponde a un bisogno intimo, di capire in profondità il dramma che ha segnato la sua famiglia, quello che offre al lettore è un volume importante per comprendere un'epoca e la sofferenza di molti uomini e delle loro famiglie la cui memoria tende a essere sotterrata.