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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Le conseguenze dell'emigrazione italiana nelle miniere belghe

IL LIBRO: I DUE VOLTI DELLA MORTE NERA. MORIRE DI CARBONE IN BELGIO

L'intervista all'autore, il giornalista Walter Basso


TREVISO - (ag) Il sacrificio dei tanti italiani che nel secondo dopoguerra emigrarono in Belgio, ignari del lavoro che li attendeva, viene raccontato dal giornalista Walter Basso nel volume “I due volti della morte nera. Morire di carbone in Belgio”, edizione ScantaBauchi Centro di Cultura Veneta. L'autore prende a prestito il termine con cui storicamente è stato definito il flagello della peste, per alludere ora alle conseguenze del lavoro nel profondo delle miniere belghe che chiamo' tra le proprie fila 50mila giovani italiani inviati dall'Italia forte di un accordo bilaterale tra le due nazioni che barattava forza lavoro a basso costo con rifornimenti di energia, ossia carbone. Inizia come un diario di famiglia il racconto di Walter Basso, che scrive per ricordare l'esperienza e il sacrificio dello zio e del padre, entrambi, in modo diverso, vittime della miniera. Miniera, come evidenzia l'autore, con una “doppia personalità omicida: una quella violenta che tra i tanti uomini, ha ucciso anche mio zio sepolto vivo a soli trentatre anni, l'altra è quella paziente che ha ammazzato decine di migliaia di minatori, tra i quali mio padre soffocato dalla silicosi in ospedale dopo anni di sofferenze.”. Il libro da vita ai ricordi ma cerca anche quelli degli altri, individuali e collettivi, che compaiono sotto forma di testimonianze o di documenti e articoli di giornali dell'epoca.

Se, come rivela ai nostri microfoni, la ricerca di Basso risponde a un bisogno intimo, di capire in profondità il dramma che ha segnato la sua famiglia, quello che offre al lettore è un volume importante per comprendere un'epoca e la sofferenza di molti uomini e delle loro famiglie la cui memoria tende a essere sotterrata.