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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Montebelluna, le armi erano nascoste in una stanza segreta, l'area fu fortino nazista

ARSENALE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE A VILLA MORASSUTTI

Il proprietario, Vitale Marco, era morto nell'ottobre del 2012


MONTEBELLUNA - Ritrovate a Montebelluna dai carabinieri all'interno della villa Settecentesca "Morassutti", il cui proprietario, Marco Vitale Morassutti, è morto nell'ottobre del 2012, varie armi da guerra risalenti alla seconda guerra mondiale. Si tratta di una pistola mitragliatrice, sette caricatori, una pistola Mauser Luger, un otturatore e 312 proiettili calibro 9 per 19. Il materiale è stato rinvenuto in una stanza segreta durante le operazioni di riordino dei locali. La storia narra che in questa villa, immersa in un grande parco, invisibile dalla strada, collocata nella periferia di Montebelluna, durante la seconda guerra mondiale i tedeschi si fossero creati un fortino di difesa dagli assalti dei partigiani. In particolare vi aveva fatto dimora il colonnello Dierich e nelle adiacenze nel parco erano accampati i suoi uomini, un reparto autonomo specializzato in rastrellamenti, venuto dal Piemonte. Sentinelle armate pattugliavano tutta la villa giorno e notte, impossibile era entrare ed uscire senza esser notati.  I montebellunesi e le versioni storiche narrano che in quella villa, in particolare il granaio era stato trasformato in prigione, unica nel suo genere nella zona, dove i partigiani e le persone catturate a seguito di rappresaglie venivano trattenuti, torturati e infine trasferiti in altri luoghi dove erano destinati a morire. Come è successo al carabiniere Ampelio Iberati, che aveva fatto la campagna di Russia e lì è stato detenuto per venti giorni e infine impiccato a Portogruaro dove ha sede la caserma a lui intitolata.