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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Le indegini degli inquirenti si spostano sul fronte della criminalità organizzata

LA MANO DELLA CAMORRA DIETRO L'ESECUZIONE DI ULRICO CAPPIA

L'enologo 57enne di Conegliano forse ucciso perchè "sapeva troppo"


LATINA – (gp) L'assassinio di Ulrico Cappia sarebbe un delitto di Camorra. L'enologo coneglianese di 57 anni, ucciso a colpi di pistola e poi bruciato all'interno della sua Fiat 500L a Porcignano, in provincia di Latina, secondo gli inquirenti sarebbe stato freddato da esponenti della criminalità organizzata campana. Ipotesi suffragata innanzitutto dalla professionalità con cui il o i killer hanno agito, alla quale si aggiunge la confidenza che Cappia avrebbe fatto a un collega di Itri in cui l'enologo avrebbe detto: “Io c'ho lavorato da quelle parti, non immagini cosa succede nelle cantine campane”. Uno sfogo che presuppone che la vittima sapesse troppo in merito a una pratica di adulterazione del vino. Accanto alla pista cosiddetta "interna", quella della vendetta di un ex dipendente dell’azienda vinicola di Santo Stefano per questioni di ammanchi contabili, per gli inquirenti insomma, nelle montagne che separano Itri da Sperlonga, si sarebbe consumata una vera e propria esecuzione.