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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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In aula una 45enne di Castelfranco Veneto per abbandono di persona incapace

SI "DIMENTICA" LA FIGLIA AL BAR: MAMMA ASSOLTA DAL GIUDICE

La donna si era persa a Treviso: la 21enne disabile lasciata sola tre ore


CASTELFRANCO VENETO - (gp) L'accusa nei suoi confronti era pesante: abbandono di persona incapace, nel caso specifico la figlia di 21 anni rimasta invalida dopo un incidente stradale. Ma lei, una 45enne di Castelfranco Veneto, aveva sempre respinto ogni addebito sostenendo di essere rimasta vittima di un equivoco e ed essere stata ingiustamente perseguita dagli inquirenti. Difesa dall'avvocato Luigi Marin, la donna è stata infatti assolta con formula piena e dunque ha dimostrato al giudice di aver agito in totale buona fede. A differenza di quanto sostenuto dal pubblico ministero che ne chiedeva la condanna a otto mesi di reclusione. I fatti risalgono al novembre 2011. Mamma e figlia erano partite dal Castelfranco Veneto per fare un giro in centro a Treviso. Parcheggiata l'automobile, le due donne andarono per negozi per un paio d'ore fino a quando, per riposarsi un po', decisero di andare a bere qualcosa al bar Sorriso di viale De Gasperi. Dopo aver consumato, la madre disse alla figlia di aspettarla lì visto che il parcheggio era distante dal bar. “Vado a prendere la macchina e vengo a prenderti”, avrebbe detto. Così la 45enne uscì dal bar e la figlia rimase lì. Troppo però, visto che i titolari avvertirono i vigili di quella ragazza rimasta sola per tanto tempo. L'accusa parlava di circa tre ore, dalle 11 alle 14. Il motivo? Per la difesa era semplice: la madre della giovane si era persa, non conoscendo bene Treviso, e non riusciva a trovare dove avesse lasciato la propria auto. Del fatto, tramite i vigili urbani, venne informata l'autorità giudiziaria che diede avvio alle indagini. Tutto si sarebbe basato sul fatto che la ragazza, proprio a causa delle sue condizioni di salute che ne avrebbero minato le capacità motorie e cognitive tanto da aver bisogno di un amministratore di sostegno, non sarebbe stata attendibile nel difendere sua madre. Ma i testi della difesa (due medici responsabili delle visite fiscali alla giovane in seguito all'incidente) hanno dichiarato in aula che la 21enne era ed è nel pieno delle sue facoltà cognitive e aveva necessità dell'amministratore di sostegno soltanto per quanto riguarda le spese di elevata entità. Il giudice ha stabilito che, terminata l'istruttoria dibattimentale, non era stato provato né l'abbandono da parte della madre né l'incapacità della parte offesa.