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Golf
PILLOLE DI GOLF/227: JUSTIN THOMAS SENZA RIVALI AL BRIDGESTONE INVITATIONAL

Il terzo evento del circuito World Golf Championship


AKRON (USA) - È Francesco Molinari a godere il favore degli spettatori. Lo divide con il leader mondiale Dustin Johnson, che di WGC ne ha già conquistati cinque. Anche Tiger Woods, riemerso grazie alla bella prestazione nell’Open Championship, è atteso con...continua

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PILLOLE DI GOLF/226: UN BEL COMPLEANNO FESTEGGIATO SUL FAIRWAY

Torneo e party in onore di Luigino Conti, patron di Ca' della Nave


MARTELLAGO - Una Louisiana a due, per festeggiare il genetliaco di Luigino Conti, direttore del Club Cà della Nave, persona che sa farsi benvolere.Luigino, che ormai da tre anni ha assunto la dirigenza del Circolo trovando nel suo cammino un mare di difficoltà, è riuscito a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/225: CON L'ACI SI GIOCA NEL BOSCO DELLA SERENISSIMA

Al Golf Cansiglio il torneo promosso dall'Automobile Club


TAMBRE D'ALPAGO - L’Automobile Club d’Italia ha cura dei propri soci: al di là del suo compito d’istituto su tutto quanto è attinente all’automobile, mette a loro disposizione un Campionato italiano di Golf, che gira da aprile ad agosto, su 28 tra i...continua

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La nostra rubrica dedicata al mondo golfistico curata da Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/33: I BASTONI, LA STORIA

Puntata dedicata ai "clubs" dalle origini ai giorni d'oggi


TREVISO - Nuovo appuntamento con la nostra rubrica di golf che questa settimana dedichiamo alla storia dei bastoni, i clubs, assieme al nostro esperto e giornalista Paolo Pilla.

Se interessante è la storia della pallina, non da meno lo è quella delle mazze, indispensabili per colpire la palla, che ci porta indietro di secoli.

La leggenda vuole che i giocatori della “Paganica” o della “Cambuca” usassero un bastone ricurvo. Nella cattedrale di Gloucester, risalente al XIV secolo, si scorge in una vetrata una figura su vetro colorato che maneggia una mazza ricurva.

Prima di inoltrarci ulteriormente nella storia del bastone, è utile descriverne le parti principali: Ogni bastone (club), è formato da una canna (shaft), un’impugnatura (grip), e termina con una testa.

Prima del 1848 i fabbricanti di bastoni (club maker), esperti nelle qualità dei legni perché già fabbricanti di archi per frecce o di canne da pesca, li preparavano con la canna in legno di faggio e la testa in frassino o nocciolo. Ad alcuni bastoni, già dal 1750, veniva applicata la testa in ferro grezzo, rispondendo alle esigenze dei luoghi in cui si praticava, sassosi e accidentati, dove il legno era maggiormente soggetto a danneggiarsi. Le teste erano forgiate dal maniscalco, che si limitava per lo più a prepararne una di c.ca 10 cm del peso di ½ Kg, ed un altra di c.ca 4 cm. ma ancora più pesante, necessaria a far uscire la palla dai solchi lasciati dalle ruote dei carri. Essenze ancora migliori vennero usate con la scoperta dell’Hicory adatto per lo shaft, e del Persimmon per la testa. Il 1848, che vide l’evoluzione della pallina, rivoluzionò anche la foggia dei bastoni. L’uso della guttaperca nella manifattura della palla, che poteva sopportare un po’ più violento impatto, vide un maggior impiego del metallo, e si passò alla costruzione di un gran numero di mazze con la testa di ferro. L’utilizzo dell’acciaio per le canne si ebbe invece agli albori del ‘900, e fu con una certa riluttanza che venne adottato. Scozzesi erano le più importanti officine per la fabbricazione dei bastoni, rigorosamente fatti a mano. Risale al 1502 il primo documento che tratta la compravendita di bastoni da golf, allorché re Giacomo IV di Scozia ne acquistò una serie da un fabbricante d’archi a Perth.

I bastoni in legno, di sicuro più affascinanti, sono ormai soltanto nei musei.

Nel 1970 ci fu un’ulteriore importante evoluzione, con l’uso della grafite per le canne e del titanio per le teste, che rendeva le mazze più leggere, dure e resistenti.

Dalle prime mazze forgiate a mano, si è passati ad avere disponibili un gran numero di attrezzi sempre più facili da usare, e le aziende che li producono continuano la ricerca per aver sempre maggior competitività nel mercato. L’odierno golfista ha a disposizione un tal numero di marche e di modelli, che per la scelta è conveniente faccia ricorso al consiglio del maestro.

Nei negozi specializzati poi, esiste l’area “club fitting”. Con l’ausilio di sistemi radar che analizzano digitalmente il movimento, l’interessato viene aiutato a scegliere gli attrezzi in base alle proprie caratteristiche, alla potenza inflitta sulla palla, alla velocità del movimento, alla corporatura.

Che caratterizza i vari bastoni, è maggiormente la testa, destinata al contatto con la palla, i cui elementi discriminanti vedremo prossimamente.

La distanza media ottenibile dalle odierne mazze a swing pieno, si discosta pressappoco di 10 metri tra un attrezzo ed il maggiore. Mediamente si può calcolare che con il driver si possono raggiungere e superare i 200 metri, mentre con il sand iron i 70. Il professionista che ha tirato il driver più lungo è stato Bubba Watson che ha superato i 315 metri.

E come curiosità, il record del drive più lungo spetta a Paul Slater che ha raggiunto l’incredibile distanza di 744 yard (658 metri), ma non era in un Campo da Golf, bensì sulla pista dell’aeroporto di Londra.

Paolo Pilla

“Sono pronta a sfidare i limiti. La storia li pone, gli uomini devono superarsi per generare altri ostacoli che puntualmente verranno abbattuti. E’ lo sport come la vita.” (Valentina Vezzali)


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