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Golf
PILLOLE DI GOLF/248: PADRAIG HARRINGTON CAPITANO DELL'EUROPA IN RYDER CUP

Nel 2020 l'irlandese guiderà il team continentale nella sfida agli Usa


ROMA - Sarà l’irlandese Padraig Harrington, a svolgere la missione di Capitano europeo alla Ryder Cup 2020, prossimo appuntamento americano fra Europa e Stati Uniti. Harrington è stato scelto da un Comitato composto dagli ultimi tre capitani del massimo circuito europeo: Paul...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/247: I CAMPIONI DEL PGA INIZIANO L'ANNO ALLE HAWAII

L'outsider Schauffele trionfa nel torneo riservato ai 37 vincitori del circuito


MAUI - Al Plantation Course di Kapalua, è andato in scena l’evento riservato alla crema del PGA, cioè ai 37 che hanno vinto un torneo nel circuito della passata stagione. Il Sentry Tournament of Champions ha luogo sempre durante la prima settimana di gennaio, sempre nel medesimo...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/19: IL MOLINETTO GOLF & COUNTRY CLUB

Dai Celti agli Sforza, a Cernusco sul Naviglio si gioca tra la storia d'Italia


CERNUSCO SUL NAVIGLIO - Quello che colpisce maggiormente arrivando al Golf Molinetto, è di trovarsi all’improvviso in una realtà che si stacca completamente da tutto ciò che la circonda: il territorio tipico della Lombardia produttiva, dove la gente è soprattutto...continua

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L'intervista al regista Filippo Vendemmiati, presente alla proiezione

"E' STATO MORTO UN RAGAZZO", A ODERZO IL DOCUMENTARIO SUL CASO ALDROVANDI

La vicenda del 18enne ucciso per mano della polizia


ODERZO - “E' stato morto un ragazzo”. Contiene un'evidente stortura grammaticale il titolo del documentario sulla tragica vicenda di Federico Aldrovandi, il diciottenne ucciso a Ferrara nel 2005 per mano della polizia. “In questo errore grammaticale ci sta tutta la descrizione di come casi di questo tipo hanno origine, si sviluppano e muoiono in questo Paese. - ha spiegato ai microfoni di Alessandra Ghizzo il giornalista e regista Filippo Vendemmiati che sarà presente alla proiezione di questa sera, ore 21.00, al cinema teatro Cristallo di Oderzo – All'inizio la morte Federico Aldrovandi era stata imputata ad un malore. Non si poteva dire che era stato ucciso. Chi lo diceva rischiava la querela.”

Sono le 6 di mattina del 25 settembre 2005 quando a Ferrara il diciottenne Federico Aldrovandi giace morto, supino, sull'asfalto di via Ippodromo. Attorno a lui una folla di poliziotti e di personale ospedaliero, che può solo attestarne il decesso.

I giorni successivi i giornali locali sostengono, sulla base delle prime dichiarazioni della polizia, che il ragazzo sia deceduto per un malore. Ma molti elementi non tornano, ad esempio la quantità di lividi (54) sul corpo del ragazzo.

Inizia qui la lotta della famiglia Aldrovandi per arrivare ad un processo e alla verità, attraverso strategie di mobilitazione, la creazione di un blog e di una Fondazione.

Il processo porterà alla condanna per omicidio colposo di 4 poliziotti e alla condanna di altri 3 funzionari di polizia per omissione e favoreggiamento.

Il documentario, premiato con il David di Donatello nel 2011 per la categoria miglior documentario di lungometraggio, ricostruisce la tragedia di Federico Aldrovandi attraverso testimonianze ufficiali e sotto la diretta consulenza degli avvocati di parte civile e dei familiari del ragazzo, che approvano e collaborano al progetto: la prima parte è dedicata ai fatti e ai misteri, la seconda al processo e a suoi numerosi colpi di scena, mentre il finale, partendo dagli interrogativi rimasti insoluti, tenterà una spiegazione verosimile degli avvenimenti.

L'evento è stato organizzato dall'associazione Spazio Zero di Oderzo e dal Circolo Cinematografico Pietro Dal Monaco.

Alessandra Ghizzo