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Golf
PILLOLE DI GOLF/190: L'OPEN D'ITALIA 2017 È DA RECORD

Davanti a 73mila spettatori, vince l'inglese Hatton


MONZA - Eccoci giunti all’attesissimo evento, la manifestazione golfistica cardine sul territorio italiano! Preceduto da festeggiamenti, si è celebrato, dal 12 al 15 ottobre il 74° Open d’Italia, al Golf Club Milano. I più forti professionisti mondiali di Golf si son...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/189: CAMPI PRATICA, COLONNA PORTANTE DELLO SPORT

A Ca' della Nave il torneo dell'associazione dei club


MARTELLAGO - È con simpatia, che sabato 30 settembre il Golf Club Cà della Nave ha accolto l’Associazione Campi Pratica per una gara stableford a tre categorie, settima degli otto incontri della serie TROFEO, che a turno ogni Circolo appartenente all’associazione,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/188: TUTTO PRONTO PER L'OPEN D'ITALIA 2017

Al Parco di Monza il torneo del massimo circuito europeo


TREVISO - Il 74° Open d’Italia sta per andare in scena; è il principale evento sportivo nazionale legato alla Ryder Cup 2022, la sfida fra Europa e Stati Uniti, in programma fra cinque anni al Marco Simone Golf & Country Club. È il primo Open d’Italia con un...continua

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La nostra rubrica dedicata al mondo golfistico curata da Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/34: I LEGNI

Si parlerà di questo genere di mazze, a partire dal legno uno, il Driver.


TREVISO - Le nostre pillole di golf questa settimana continuano a parlare dei clubs, i bastoni e assieme a Paolo Pilla, giornalista ed esperto, tratteremo dei "legni".

Dal breve excursus sulla storia dei bastoni, si intuisce che in origine le mazze per il gioco del Golf erano totalmente in legno. La successiva evoluzione vide gradatamente l’utilizzo del metallo con attrezzi compositi, fino ad arrivare ai giorni nostri, dove il legno come materiale non viene più usato. La denominazione di “legno” è comunque rimasta, per quei bastoni usati nei tiri più lunghi, pur non avendo niente di legno, né lo shaft, che è in resina, né la testa che è in acciaio. Per andar a conoscerli più da vicino, cominciamo dal più importante, il DRIVER. Il re delle mazze, detto anche legno uno, è utilizzato dall’area di partenza, con la pallina sollevata su di un supporto (tee), per cui è l’unico colpo da golf in cui la palla può essere colpita dal basso verso l’alto, per ottenere un colpo più compatto. Oggi per lo più i Driver hanno lo shaft in grafite particolarmente resistente e flessibile, a evitarne la rottura durante il colpo. La testa, particolarmente imponente, è in acciaio, in carbonio o in titanio; la sua superficie interna (intesa come volume interno dell’aria) non può essere superiore ai 460 cc., il suo peso si aggira tra i 180 e i 315 grammi, ed il loft non potrà essere inferiore agli 8 gradi, per ragionevolmente riuscire ad ottenere buone prestazioni. Ce ne sono di sofisticati, con il loft intercambiabile, adattabile al singolo giocatore, ed è normalmente l’attrezzo più costoso da mettere nella sacca. Il colpo che si effettua con esso viene chiamato “drive”, in assoluto il colpo più lungo. A seguire ci sono i cosiddetti “legni da terra” che aiutano a fare lunghe distanze, a cercar di raggiungere il green tirando dal fairway. I più usati sono il legno 3, e il 5, ma in commercio ce ne sono altri, anche se usati meno frequentemente. A seconda della casa costruttrice hanno un loro diverso grado di loft (angolo tra la faccia della mazza e la perpendicolare del terreno). Il loft, che come abbiamo visto influenza l’altezza del tiro, per i due legni citati si aggira tra i 15 e i 20 gradi. La gradazione del lie (angolo tra l’innesto dello shaft e il terreno), dovrà sempre essere proporzionata alla lunghezza dello shaft, per far volare dritta la palla. Originariamente i legni, oltre al Driver, erano conosciuti come “Brassie” (legno 2), “Spoon” (legno 3), “Baffy” (legno 4), “Baffli” (legno 5).

La maggior ampiezza della testa nei legni è cercata per aver più facilità di colpire correttamente la palla. L’uso di sofisticati materiali, in particolare nella parte frontale della mazza resa più ampia, sottile ed elastica, consentì anche l’incremento dell’effetto molla nell’impatto con la palla. Questo effetto molla, misurato dal COR (coefficiente di restituzione), che misura la perdita o la restituzione di energia quando due oggetti si scontrano, è possibile solo con i citati legni, perché sono cavi all’interno. L’attuale norma prevista da R&A e USGA ne limita il coefficiente a 0.830, significando che all’atto dell’impatto con la palla, l’urto elastico non può restituire un’energia superiore all’83 per cento. Qualche tempo fa fu decretato il divieto d’uso di alcuni driver in cui questo coefficiente veniva superato.

La curiosità conclusiva: C’è un altro primato di tiro più lungo - Alan Shepard, comandante della missione Apollo 14 nel 1971, durante il suo soggiorno sulla luna caratterizzato da molte difficoltà, per risollevare il morale tirò fuori alcune palline da golf che si era portato con se, e usando un’asticella come bastone, fece alcuni lanci sull’altipiano di Fra – Mauro. Le palline, nella scarsa gravità lunare, fecero miglia e miglia.

“Il progresso è impossibile senza cambiamento e chi non può cambiare idea non può cambiare nulla.” George Bernard Shaw


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