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Golf
PILLOLE DI GOLF/200: DUSTIN JOHNSON CAMPIONISSIMO ALLE HAWAII

Il numero uno del ranking trionfa nel Sentry Toornament


TREVISO - Siamo ormai all’undicesimo torneo del PGA americano 2018, il Sentry Tournament of Champions, che si è giocato negli Stati Uniti al Plantation Course di Kapalua, da 4 al 7 gennaio. È l’undicesimo, giacché la prima gara della stagione, il Safeway Open,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/199: NEL 2018 L'OPEN D'ITALIA SUL LAGO DI GARDA

Novità di fine anno dal universo dei green italiani


TREVISO - Notizie che ci sono pervenute negli ultimi giorni e che val la pena di commentare. Cominciamo con l’Open d’Italia. Il 75° open d’Italia, la massima manifestazione nazionale di golf, non si giocherà nel 2018 al Golf Milano, bensì al Gardagolf country...continua

Golf
PILLOLE DI GOLFF/198: SI CONCLUDE IL CIRCUITO EUROPEO FEMMINILE

La protesta delle giocatrici: "Discriminate rispetto ai maschi"


Oggi parliamo di donne, di queste abili signore che si impegnano oltre misura alla ricerca del successo in Campo. A dire il vero, sono arrabbiate le golfiste europee, per la discriminazione che subiscono nel confronto con i maschi. Non conosco i motivi che generano questa scarsa considerazione, non...continua

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Rinviato a giudizio il titolare, l'artigiano di Motta di Livenza Loris Scudeler

INCENDIO NEL CAPANNONE DELLE "MASCHERE DI LORIS": A PROCESSO

Per la Procura sarebbe stato il 45enne il responsabile del rogo


MOTTA DI LIVENZA – (gp) Rinviato a giudizio dopo il rogo che ha distrutto i suoi trent'anni di lavoro. Oltre al danno insomma c'è anche la beffa per Loris Scudeler, artigiano 45enne di Motta di Livenza, che dovrà affrontare un processo per rispondere dell'incendio e dei danni conseguenti. I fatti risalgono al 9 agosto 2012 e secondo la Procura il titolare delle ditte “Loris il falegname” e “Maschere di Loris”, che condividevano il piccolo capannone di circa 600 metri quadrati in via Piemonte in piena zona industriale sud di Motta di Livenza, non avrebbe “predisposto le protezioni idonee a evitare che il materiale infiammabile depositato all'interno del capannone venisse a contatto con le fonti di calore” che l'uomo avrebbe utilizzato lavorando, ovvero “utilizzando un disco flessibile avrebbe prodotto scintille e scorie incandescenti”. In altre parole l'incendio lo avrebbe, anche se accidentalmente, provocato lui. La difesa, rappresentata dall'avvocato Giuseppe Muzzupappa, contesta però le accuse e proprio per questo non ha optato per riti alternativi al fine di dimostrare l'innocenza del 45enne a processo. Il rogo si sarebbe sviluppato in tutt'altra zona del capannone sotto una finestra e, per la difesa, sarebbe stato causato da altre persone che quella notte avrebbero voluto vendicarsi dando fuoco all'attività dell'imputato.