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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Vittorio Veneto, rubavano metallo, tv ed elettrodomestici: danni per 100mila euro

ERANO I PREDONI DEGLI ECOCENTRI: MANETTE ANCHE AD UN CUSTODE

Arrestato un 60enne di Revine e tre marocchini, sette denunciati


VITTORIO VENETO - Avevano preso di mira, da mesi, gli ecocentri di Vittorio Veneto, Santa Lucia, Oderzo e Gaiarine: arrivavano con i furgoni, fingevano di dover scaricare del materiale ed invece prelevavano elettrodomestici, cavi elettrici, televisori, batterie esauste e altro materiale lasciato dai cittadini. La "refurtiva", stoccata in due discariche abusive di Vittorio Veneto e San Giacomo di Veglia, veniva poi ripulita ed inviata nel Maghreb. Una complessa organizzazione quella composta quasi esclusivamente da nordafricani e sgominata dai carabinieri di Vittorio Veneto. A finire in manette tre cittadini marocchini, due fratelli di 38 e 27 anni ed un 37enne, oltre ad un dipendente della ditta "Sesa" custode dell'ecocentro di Vittorio Veneto, un 60enne di Revine Lago. L'uomo, secondo le indagini, favoriva l'ingresso ed il prelievo del materiale dall'ecocentro: al momento dell'arresto, venerdì poco dopo le 17, il custode stava allontanandosi dal posto di lavoro con l'auto carica di cavi elettrici in rame e pentole di acciaio. Ad avviare l'indagine dei carabinieri di Vittorio Veneto era stata la Savno, società proprietaria degli ecocentri: si calcola che il danno provocato da questo tipo di fenomeno sia di almeno 100mila euro ogni anno. Fondamentale è stato l'utilizzo delle telecamere di videosorveglianza e la testimonianza di alcuni custodi del Cerd che in più occasioni sarebbero stati minacciati dai componenti della banda. Oltre alle quattro persone arrestate che dovranno ora rispondere di furto aggravato e continuato e smaltimento irregolare di materiale ferroso, sono stati denunciati altri sette cittadini nordafricani, componenti attivi della banda. Sequestrati dai carabinieri anche cinque furgoni che venivano utilizzati dai ladri: alcuni erano mezzi dismessi di alcune aziende di logistica. Le due discariche abusive, tra cui il cortile dell'abitazione in cui vivevano i due fratelli marocchini arrestati, saranno bonificate nei prossimi giorni.

Il pauso della Savno agli investigatori

Savno srl esprime grande soddisfazione e un sincero ringraziamento per il risultato raggiunto dai Carabinieri di Vittorio Veneto. La Società aveva denunciato più volte il fatto che i reiterati raid e furti in alcuni ecocentri del Territorio gestito stavano diventando insostenibili, sotto diversi aspetti. Prima di tutto a causa dei danni materiali procurati alle strutture: tagli delle recinzioni, rottura di cancelli e contenitori per la raccolta, quantificabili in alcune migliaia di euro ogni mese.

In secondo luogo per il grave danno economico provocato alla collettività: i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche spesso trafugati dagli ecocentri, infatti, comportano ai Comuni un mancato introito erogato dal Centro di Coordinamento RAEE (l’Ente nazionale che si occupa del loro ritiro e del trattamento/recupero dei componenti), quantificabile in diverse decine di migliaia di euro.

Tra gli oggetti che più vanno “a ruba” vi sono i motori dei frigoriferi, gli accumulatori al piombo, le vasche delle lavatrici e lavastoviglie. In genere questi oggetti vengono sottratti e smontati per recuperare non solo motori e parti elettroniche, ma anche materiali preziosi come acciaio, piombo, rame, oro e argento, poi piazzati su mercati paralleli. A titolo di esempio il contributo CDC raee sui frigoriferi è 65 euro a tonnellata. In caso a questo tipo di raee mancassero più del 30% di elementi fondamentali (motore, serpentina, ecc.) il Consorzio applica una penale pari al contributo erogato (65 euro/ton): ciò significa che il ricavo per la collettività diviene nullo. Per quanto concerne invece le batterie la mancata consegna presso il consorzio Cobat si traduce per Savno (e quindi per i cittadini) in un mancato introito di 187 euro a tonnellata. Dal punto di vista ambientale, infine, il non corretto “smontaggio” di componenti come per esempio il motore di un frigorifero provoca un impatto in termini di inquinamento a causa delle emissioni in atmosfera dei gas contenuti nel circuito di refrigerazione che hanno un diretto impatto sul riscaldamento globale ledendo lo strato dell’ozono. “Nel ringraziare sentitamente i Carabinieri di Vittorio Veneto, ci auguriamo di poter proseguire anche in futuro la proficua collaborazione con l’Arma” ha commentato il presidente di Savno dott. Lorenzo Burgio. “Con il loro supporto saremo in grado di porre fine agli abusi e furti in atto nei Card e a salvaguardare il lavoro degli addetti che svolgono onestamente il loro lavoro, oggi spesso minacciati da malviventi”.


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