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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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La giornata internazionale contro la violenza sulle Donne

FEMMINICIDIO E VIOLENZA SULLE DONNE, VENETO PRIMO IN ITALIA

A Treviso il convegno di Cgil "...e vissero tutte felici e contente"


TREVISO - “Il Veneto è una delle regioni in cui il femminicidio e la violenza alle donne registrano più casi con dati più alti che in tutta Italia.” Questo quanto emerso al convegno dal titolo “..e vissero tutte felici e contente” organizzato da Cgil Treviso, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne dal segretario generale Cgil Veneto Emilio Viafora. Nel corso del convegno sono state analizzate le cause che stanno determinato la recrudescenza di questo fenomeno: dal pervadere di rapporti sociali sempre più violenti, alla caduta etica e morale degli ultimi vent’anni italiani, fino ad una sorta di indifferenza della società moderna. Nella maggior parte dei casi, infatti, le donne che riescono a denunciare atti di violenza, trovano di fronte un muro, proprio con chi è più vicino che non è in grado, non sa o non vuole reagire, se non nel primo momento di sgomento e repulsione iniziale. Quelle che mancano in Italia sono le reti istituzionali d’accoglienza e le strutture che aiutino queste donne a poter denunciare tranquillamente. Anche perché i casi di cui si parla sono solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che spesso rimane nascosto. Le istituzioni dovrebbero agire su più livelli: dare sicurezza alle donne e costituire case rifugio e altre strutture che aiutino psicologicamente le vittime di violenza alla ricerca di un lavoro. Ma soprattutto il ruolo dello Stato dovrebbe essere quello di educare, fin dalla scuola dell’infanzia, alle differenze di genere.


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