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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Dal 7 dicembre al 4 maggio 2014, una mostra dedicata al famoso gruppo scultoreo

LE TRE GRAZIE DEL CANOVA RINASCONO A POSSAGNO

Ricostruita con tecnica tridimensionale la famosa opera


POSSAGNO - Un recente lavoro di applicazione della tecnologia 3D è stato eseguito sulle "Tre Grazie", opera in marmo realizzata dal Canova, considerata una delle più significative dell'arte neoclassica. Ecco il reportage di Paolo Pilla.

 

Capita che qualche Trevigiano, quel paesino, Possagno, non si ricordi tanto bene dove sia. E’ piccolo, sentinella della pedemontana, non fa notizia. Oggi no, così non è, il suo figlio Antonio Canova, lo ha reso celebre nel mondo. Considerato universalmente il più grande scultore neoclassico, autore di tanti capolavori inneggianti all’ideale della bellezza femminile, trascurò l’influenza della scultura settecentesca e, senza mai cadere nell’imitazione, s’ispirò alla classicità greca, secondo i canoni più ortodossi. Da Fidia, Prassitele e altri greci, si è ispirato per le sue opere. Per scolpire, usava i seguenti passaggi: Dapprima lo schizzo, poi il bozzetto in terracotta o in cera d’api, per concludere con la materializzazione dell’opera in marmo. Successivamente costruì anche le statue in argilla, per poi colarci sopra il gesso su cui fissava i chiodi (repère), e con un apposito pantografo trasferiva nel marmo le esatte proporzioni. Le sue statue non erano, infatti, oggetto della lavorazione diretta del marmo ma frutto di un preciso studio. I suoi allievi sbozzavano la scultura, poi lui dava la forma che conosciamo, la levigava con estrema raffinatezza, e imprimeva le adatte ombreggiature. Passava la cera per dar loro il colore della pelle, e renderle armoniose. Si dedicò anche alla pittura, ma con risultati messi in ombra dall’eccellenza delle sue sculture. Alla pittura si dedicava quando, per riposarsi dal grande lavoro che lo impegnavano nella scultura, tornava a tratti nella sua casa di Possagno; i risultati pittorici sono sempre di pregio. Ad Antonio Canova vennero commissionate opere dai grandi di tutto il mondo, ed era talmente considerato, che nel 1815 fu incaricato dal governo inglese di dare un parere sull'autenticità dei marmi provenienti dal Partenone, e fu nominato dal Papa Ispettore Generale delle Antichità e delle Arti dello Stato della Chiesa. Benché fosse tanto grande la sua fama nel mondo a cavallo tra il ‘700 e l’800, dopo la sua morte avvenuta a Venezia nel 1822, in Italia scese nell’oblio, nonostante che molti artisti avessero seguito la sua scuola. Si è dovuto giungere quasi ai giorni nostri, per poter riapprezzare la sua grandezza. Ho potuto intervistare Mario Guderzo direttore del museo di Possagno, persona di grande spessore culturale, affascinato dalla vita e dalle opere del Canova. Ha posto l’accento sull’importanza di valorizzare il patrimonio culturale conservato a Possagno, opere spesso prestate a mostre di livello internazionale, e l’intento di far maggiormente conoscere il museo e la gipsoteca, dove, pur non senza difficoltà, un esiguo numero di persone ne cura l’efficienza con impegno e competenza, e dove già numerosi sono i visitatori, 35/40.000 all’anno. Nell’affermare che la cultura è alimento dello spirito e fonte anche di sviluppo economico, il direttore ricorda che il 2013 segna i duecento anni da quando è stato realizzato il modello delle Tre Grazie che il Canova produsse per Joséphine de Beauharnais, l’imperatrice moglie di Napoleone. Il superbo marmo è ora esposto all’Ermitage di S. Pietroburgo. Uguale scultura gli fu commissionata dal Duca di Bedford, la scolpì con piccole differenze, ponendola su una colonna di marmo, mentre quella per la Beauharnais la pose su di un pilastro. Le tre figure femminili che si abbracciano, tema classico legato alla letteratura antica, sono forse l’opera più bella della produzione canoviana. Oggi entrambi i gessi sono conservati a Possagno, uno è originale, l’altro, grandemente distrutto dalla guerra, è stato ricostruito con tecniche e abilità moderne. Oggi, per la prima volta, si può ammirare la sua perfetta ricostruzione. Alla vernice era presente Aidan Weston Lewis, curatore della National Gallerie of Scotland di Edimburgo, che nel 1994 acquistò la statua in sinergia con il Victoria & Albert Museum di Londra per sette milioni e mezzo di sterline, somma troppo grande per un solo museo. Weston Lewis, mi racconta che il possesso della statua commissionata al Canova dal duca di Bedford, e alla quale l’artista lavorò dal 1814 al 1817, è oggi equamente suddiviso tra i due proprietari, sette anni ciascuno. Edimburgo, attualmente detentore del capolavoro, accolse con entusiasmo la richiesta di mettere a disposizione di Possagno quanto necessario per la ricostruzione del modello in gesso. Il lavoro, iniziato lo scorso anno, è stato eseguito da Ivano Ambrosini dell’Unocad. Intervistato, mi racconta di aver scansionato l’opera, e grazie all’elettronica, di essere riuscito a ricomporre le parti mancanti al gesso, con tale incredibile perfezione, che se Canova avesse lasciato sul marmo un’impronta digitale, la si sarebbe ritrovata sul gesso ricomposto.

Una nota di colore, il debutto del curatissimo Prosecco Superiore DOCG che la casa vinicola Montelvini di Venegazzù ha prodotto per la Fondazione Canova, dedicandolo alle Tre Grazie.

La mostra, dal 7 dicembre al 4 maggio, espone entrambi i gruppi delle Grazie, quello inglese e quello russo, i bozzetti, i disegni, le incisioni relativi al tema, oltre alle altre grandiosità della gipsoteca, nonché l’esposizione delle crude drammatiche immagini dei gessi all’indomani dei cannoneggiamenti austroungarici subiti durante la prima grande guerra.

Paolo Pilla


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