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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Si erano opposti a un decreto penale di condanna da 200 euro a testa

INFERMIERI NON ISCRITTI ALL'ALBO: ASSOLTI I 4 DIRIGENTI DELL'ULSS 9

Erano accusati di esercizio abusivo della professione in concorso


TREVISO – (gp) Assolti con formula piena perché il fatto non sussiste. Una vittoria su tutta la linea per i quattro dirigenti dell'Usl 9 finiti a processo per esercizio abusivo della professione in concorso. Presentando opposizione a un decreto penale di 200 euro a testa con gli avvocati Simone Guglielmin e Massimo Montino, hanno resistito all'azione della procura di Treviso e hanno dimostrato la totale correttezza e bontà del loro operato. Stiamo parlando di Roberto De Nes, 56 anni di Belluno, Mario Francesco Messina, 61 anni di Monza, Cristina Bortoluzzi, 44 anni di Vittorio Veneto, e Renato Andreazza, 57 anni, di Loria. L'inchiesta riguardava sei persone impiegate come infermieri professionali pur non essendo iscritti all’albo, come previsto dalla legge. Accusa che aveva fatto finire sotto inchiesta sia i sei infermieri (per loro il decreto penale di condanna era di 250 euro a testa) che i quattro dirigenti, rei di aver tollerato tale violazione. Se i primi hanno scelto di mettere mano al portafogli per evitare un processo che sarebbe costato molto di più della multa, i secondi hanno invece scelto di non lasciare alcuna macchia sul loro operato, a costo di dover sborsare migliaia di euro per dimostrare di fronte al giudice la loro estraneità ai fatti. Secondo l’accusa i sei dipendenti dell’Usl 9 (gli infermieri che poi all'Albo si sono effettivamente iscritti) dal marzo 2006 al giugno 2010 avrebbero esercitato abusivamente la professione, svolgendo mansioni legate alla prevenzione delle malattie, ma anche all’assistenza di malati e disabili senza esserne abilitati. Quattro anni e tre mesi in cui questa situazione sarebbe stata tollerata dai dirigenti che si sono susseguiti alla direzione del personale. In realtà la questione era diversa, come hanno sempre sostenuto le difese dei dirigenti: non si trattava di "finti" infermieri ma di infermieri professionali che lavoravano da anni e che semplicemente non si erano adeguati alla normativa che imponeva l'iscrizione all'ordine professionale.