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Golf
PILLOLE DI GOLF/186: CONCLUSO IL CHALLENGE 2017 DEI GIORNALISTI GOLFISTI

Le ultime due tappe in Lombardia, all'Albenza e Villa d'Este


TREVISO - Due belle giornate, 4 e 5 settembre, in due campi super, hanno contraddistinto la conclusione del viaggio in Italia dei giornalisti golfisti: il challenge di dodici memorabili tappe, che ci han permesso di giocare su altrettanti campi, riconosciuti tra i più belli d’Italia....continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/185: I CAMPIONI DI DOMANI DI SCENA AL "TEODORO SOLDATI"

Il sudafricano Vorster trionfa all'International Under 16 Championship


BIELLA - Gara di rilievo l’International Under 16 Championship. Questo Campionato Internazionale disputato per la prima volta nel 2007 (andato in dote a Rory McIlroy), fa parte del calendario EGA, ed è la manifestazione più sentita del panorama golfistico europeo a livello...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/184: IL GOLF CONQUISTA L'ITALIA CON LA RYDER CUP

Eventi promozionali dal Monte Bianco alla Sicilia


TREVISO - Nell’accettare l’agognata assegnazione al nostro Paese della Ryder Cup 2022, la Federazione Italiana Golf si è dovuta seriamente impegnare per lo sviluppo di questa disciplina sportiva, e per un arco temporale che va dal 2016 al 2027. Sono previsti circa 105 tornei di...continua

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La nostra rubrica dedicata al mondo golfistico curata da Paolo Pilla

PILLOLE DI GOLF/41: LA STABLEFORD

Tempi più corti in questa formula, la più usata tra i dilettanti


TREVISO - Nuovo appuntamento con le pillole di golf, questa settimana Paolo Pilla, ci parla della formula Stableford.

A risolvere il problema che si presentava nelle gare Medal, dove capitava di non riuscire a chiudere una gara perché a qualche giocatore non bastava il normale tempo di gioco, ci pensò, già nel 1898, il medico dott. Frank Stableford (1870-1959), ideando la formula che porta il suo nome, Stableford, adottata per la prima volta ufficialmente nel 1932 al Liverpool Golf Club.

L’intento di Stableford, già chirurgo nella Royal Army Medical Corps, eccellente giocatore di golf con un handicap di +1 nel 1907, era quello di scoraggiare il giocatore dal continuare il gioco nelle buche che stava conducendo con un risultato scadente. Ideò il sistema che prevedeva, in ognuna delle buche, un numero massimo di colpi che ogni giocatore poteva fare per aver diritto di ricevere punti, oltre ai quali colpi non avrebbe avuto significato proseguire il gioco. Rispetto all’originale Medal, poiché non tutti sono campioni, con questa formula di gara dalla minor severità, è stato possibile rendere più spedite le competizioni, contribuire a evitare la piaga del gioco lento, e rendere le partite più divertenti. Ultimati i colpi a disposizione, infatti, il giocatore può alzare la palla. In quella buca, semplicemente il suo punteggio sarà zero, e come ormai abitudine consolidata, esporrà una (X). Ma “nulla è perduto”, potrà rifarsi con le successive. E’ così che la formula riesce vantaggiosa anche per lo stesso giocatore: gli consente di non pregiudicare la classifica quando incappa in una buca particolarmente disastrosa; pur senza punteggio in quella buca, rimane competitivo per la gara. Ed ecco risolto il problema di una partita con tempi troppo lunghi. La formula Stableford può essere giocata come gara di singolo, di doppio, e di squadra, nonché scratch o pareggiata. L’obiettivo del golfista è di accumulare il maggior numero di punti nel corso delle 18 buche, ottenuti tenendo conto del numero di colpi che l’handicap di gioco gli assegna a ogni buca. Il sistema, che si basa appunto sul conseguimento di un determinato punteggio in relazione al risultato netto del giocatore, si esprime con la tabella:

Doppio bogey o peggio 0 punti

Bogey (un colpo più del Par) 1 punto

Par (i colpi previsti dal rating) 2 punti

Birdie (un colpo sotto il Par) 3 punti

Eagle (due colpi sotto il Par) 4 punti

Albatros (tre colpi sotto il Par) 5 punti

La somma dei punti conquistati a ogni buca sarà il suo risultato finale. E’ facilmente intuibile che i punteggi più alti saranno possibili solo se la gara è pareggiata, e se il giocatore è alto di hcp. Di norma, per la classifica, nelle gare Stableford si utilizza il punteggio netto, che tiene appunto conto dell’handicap del giocatore. E’ il vincitore del netto che avrà diritto al primo premio della gara. Questo in omaggio all’importanza del riferimento all’hcp, quale elegante aspetto di questo sport. In origine il vantaggio non era accordato intero, bensì il 7/8, ma è diventata ormai prassi comune di considerarlo nella sua interezza. La formula Stableford è possibile solo giocando Strokeplay, ed è sicuramente diventata la formula di gioco più popolare. Le 18 buche di un percorso, per le difficoltà che esprimono, sono indicizzate da 1 a 18 (quella con indice 1 è la più difficile, con 18 la più facile). Da ciò, ogni giocatore che già conosce il suo hcp di gioco, può facilmente determinarsi l’esatto vantaggio su cui può contare in ogni singola buca. Infatti, considerando che di norma le buche sono 18, se il giocatore ha 36 di hcp, vuol dire che può far conto su 2 colpi in più ad ogni buca; se il suo hcp fosse 24, vorrebbe dire che può contare su di un colpo in più ad ogni buca, e ancora, un ulteriore colpo su altre 6 buche, quelle indicizzate come le più difficili.

Il sistema Stableford non è mai utilizzato nelle gare dei professionisti, se non in condizioni di gioco estremo, e magari, in quel caso, verrebbe opportunamente modificato.

Il più grande nella vita è fare quello che la gente dice che non sai fare. Walter Bagehot

 

Paolo Pilla


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