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Golf
PILLOLE DI GOLF/223: I SOCI AIGG SI SFIDANO SULLE DOLOMITI

Tre giornate in quota tra Alto Adige e Trentino


BOLZANO - Un interessante momento nelle gare dell’Associazione Italiana Giornalisti Golfisti: tre giornate di golf impegnativo, in aggiunta all’annuale challenge, per godere le Dolomiti. Nella giornata di apertura ci spalanca le porte il Golf Club Eppan (Appiano): un campo da golf a...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

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Operazione della Gdf, derubata attraverso l'home banking la "Art Serf" di Vazzola

DIPENDENTE INFEDELE: SPARITI DAI CONTI CORRENTI 3,2 MILIONI

Sequestrato il "tesoro" accumulato da Gabriella Brugnera, 53 anni


VENEZIA - Uno chalet a Borca di Cadore, un appartamento a Jesolo, auto di lusso, quote societarie per oltre un milione di euro e vari conti correnti. Questo quanto è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza di Venezia su disposizione del gip: si tratta di un piccolo tesoro che era stato accumulato da una segretaria 53enne di Vittorio Veneto, Gabriella Brugnera, sottraendo una cifra vicina ai 3,2 milioni di euro all'azienda in cui lavorava, la Art Serf di Vazzola. La donna, avevano accertato le indagini delle fiamme gialle di Treviso, utilizzava l'home banking per prelievi e bonifici sui suoi conti correnti o quelli di persone a lei vicine, come ad esempio i figli. A denunciare il caso era stato il titolare dell'azienda, Remo Perin. Dopo un anno di indagini, svolte anche attraverso accertamenti bancari eseguiti su movimentazioni per oltre 10 milioni di euro, i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Venezia hanno ricostruito l’intero giro d’affari gestito dalla 53enne e individuato la destinazione di gran parte del patrimonio sottratto. L’ex segretaria dovrà ora rispondere dei delitti di frode informatica, truffa aggravata, accesso abusivo a sistemi telematici e falsità, mentre i suoi due figli sono indagati per truffa, ricettazione e falso. Le indagini sono tuttora in corso, al fine di delineare eventuali ulteriori illeciti commessi dalla segretaria.

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