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Golf
PILLOLE DI GOLF/186: CONCLUSO IL CHALLENGE 2017 DEI GIORNALISTI GOLFISTI

Le ultime due tappe in Lombardia, all'Albenza e Villa d'Este


TREVISO - Due belle giornate, 4 e 5 settembre, in due campi super, hanno contraddistinto la conclusione del viaggio in Italia dei giornalisti golfisti: il challenge di dodici memorabili tappe, che ci han permesso di giocare su altrettanti campi, riconosciuti tra i più belli d’Italia....continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/185: I CAMPIONI DI DOMANI DI SCENA AL "TEODORO SOLDATI"

Il sudafricano Vorster trionfa all'International Under 16 Championship


BIELLA - Gara di rilievo l’International Under 16 Championship. Questo Campionato Internazionale disputato per la prima volta nel 2007 (andato in dote a Rory McIlroy), fa parte del calendario EGA, ed è la manifestazione più sentita del panorama golfistico europeo a livello...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/184: IL GOLF CONQUISTA L'ITALIA CON LA RYDER CUP

Eventi promozionali dal Monte Bianco alla Sicilia


TREVISO - Nell’accettare l’agognata assegnazione al nostro Paese della Ryder Cup 2022, la Federazione Italiana Golf si è dovuta seriamente impegnare per lo sviluppo di questa disciplina sportiva, e per un arco temporale che va dal 2016 al 2027. Sono previsti circa 105 tornei di...continua

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A due anni dal delitto la Procura chiede l'ultima proroga prima di archiviare il caso

OMICIDIO SIMONETTO: MANCANO ANCORA KILLER, ARMA E MOVENTE

Il 49enne di Farra di Soligo venne ucciso con due colpi il 7 febbraio 2012


PIEVE DI SOLIGO – (gp) Dopo due anni manca ancora il movente, l'arma del delitto, ma soprattutto l'assassino. Una morte che sembra destinata a rimanere un giallo quella di Emanuele Simonetto, il 49enne di Farra di Soligo, caporeparto dell'Arpa Verniciature di Pieve, ammazzato nella serata del 7 febbraio 2012 nel piazzale dell'azienda in cui lavorava. Due anni di indagini serrate in cui tutto quello che si poteva fare è stato fatto. Sono state interrogate oltre 300 persone, analizzata ogni singola chiamata effettuata da Simonetto nei due anni precedenti l'omicidio, controllati più di 80 profili di dna tra le centinaia e centinaia di persone che hanno avuto anche un singolo contatto con la vittima. E poi c'è il capitolo armi: perizie balistiche e tecniche sui frammenti di proiettile trovati nel corpo di Simonetto per poter escludere il maggior numero di fucili o pistole che potrebbero aver esploso i colpi, per arrivare a un range di 30 modelli che rimane comunque troppo ampio per individuare l'arma che ha sparato. Il sostituto procuratore Giovanni Valmassoi ha chiesto l'ultima proroga possibile per portare avanti il caso (rimangono 90 giorni), prima di doverlo archiviare in attesa che spuntino nuovi elementi per risolvere il giallo. Ma il traguardo potrebbe essere più vicino del previsto: tre faldoni di documenti, testimonianze, video delle telecamere di sorveglianza, intercettazioni telefoniche e ambientali che sembrano aver bisogno soltanto della “parola chiave” per decriptare una mole immensa di dati. Basta insomma un elemento soltanto che sia capace di collegare tutto quello su cui si è indagato finora. Il dna del killer è già in possesso degli inquirenti, così come le immagini dell'auto dell'assassino (anche se sgranate) riprese da una telecamera nascosta di un'azienda di via Pascoli, nei pressi della Mistral, sia il giorno dell'omicidio che nei tre precedenti sempre alla stessa ora, sempre nello stesso posto, in mezzo ai filari di viti di un campo confinante. Altri elementi ancora: il killer ha fabbricato da solo i proiettili e ha sparato con un fucile da caccia, probabilmente modificato artigianalmente per non far cadere i bossoli a terra. E poi c'è la prova regina: quella traccia biologica lasciata sugli occhiali della vittima e isolata dagli uomini del Ris di Parma. Tanti indizi, ma ancora scollegati tra loro, per quello che a due anni di distanza assomiglia sempre più a un delitto perfetto.