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Golf
PILLOLE DI GOLF/231: A BIELLA IL CAMPIONATO DEI GIOVANI TALENTI DEDICATO A TEODORO SOLDATI

Lucas Fallotico vince il 12° Reply International under 16


BIELLA - A ospitare la gara è il Golf Club “Le Betulle”, campo realizzato alla fine degli anni 50 sulla collina morenica della Serra, la più lunga d’Europa, un ambiente ideale per il golf. Situato a un’altitudine di 590 metri slm, Il Campo, è un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/230: ANDREA PAVAN VINCE IL REAL CZECH MASTERS

Primo successo sull'European Tour del romano


PRAGA - È il primo successo sull’European Tour di Andrea Pavan, che già si era imposto in quattro occasioni sul Challenge Tour. Il 29enne romano ha vinto, 22 colpi sotto il par del campo, il Real Czech Masters sul percorso Albatross Golf Resort (par 72), di Praga, montepremi un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/229: ANCHE IL GOLF A SQUADRE AGLI EUROPEI IN SCOZIA

Il team italiano medaglia di bronzo nella foursome


AUTCHTERARDER (SCOZIA) – L’innovativa competizione ha visto gareggiare insieme uomini e donne, sul percorso del Gleneagles PGA Centenary, Il torneo si è giocato nell’ambito dell’European Championship 2018, la grande novità in ambito sportivo, che dopo gli...continua

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A due anni dal delitto la Procura chiede l'ultima proroga prima di archiviare il caso

OMICIDIO SIMONETTO: MANCANO ANCORA KILLER, ARMA E MOVENTE

Il 49enne di Farra di Soligo venne ucciso con due colpi il 7 febbraio 2012


PIEVE DI SOLIGO – (gp) Dopo due anni manca ancora il movente, l'arma del delitto, ma soprattutto l'assassino. Una morte che sembra destinata a rimanere un giallo quella di Emanuele Simonetto, il 49enne di Farra di Soligo, caporeparto dell'Arpa Verniciature di Pieve, ammazzato nella serata del 7 febbraio 2012 nel piazzale dell'azienda in cui lavorava. Due anni di indagini serrate in cui tutto quello che si poteva fare è stato fatto. Sono state interrogate oltre 300 persone, analizzata ogni singola chiamata effettuata da Simonetto nei due anni precedenti l'omicidio, controllati più di 80 profili di dna tra le centinaia e centinaia di persone che hanno avuto anche un singolo contatto con la vittima. E poi c'è il capitolo armi: perizie balistiche e tecniche sui frammenti di proiettile trovati nel corpo di Simonetto per poter escludere il maggior numero di fucili o pistole che potrebbero aver esploso i colpi, per arrivare a un range di 30 modelli che rimane comunque troppo ampio per individuare l'arma che ha sparato. Il sostituto procuratore Giovanni Valmassoi ha chiesto l'ultima proroga possibile per portare avanti il caso (rimangono 90 giorni), prima di doverlo archiviare in attesa che spuntino nuovi elementi per risolvere il giallo. Ma il traguardo potrebbe essere più vicino del previsto: tre faldoni di documenti, testimonianze, video delle telecamere di sorveglianza, intercettazioni telefoniche e ambientali che sembrano aver bisogno soltanto della “parola chiave” per decriptare una mole immensa di dati. Basta insomma un elemento soltanto che sia capace di collegare tutto quello su cui si è indagato finora. Il dna del killer è già in possesso degli inquirenti, così come le immagini dell'auto dell'assassino (anche se sgranate) riprese da una telecamera nascosta di un'azienda di via Pascoli, nei pressi della Mistral, sia il giorno dell'omicidio che nei tre precedenti sempre alla stessa ora, sempre nello stesso posto, in mezzo ai filari di viti di un campo confinante. Altri elementi ancora: il killer ha fabbricato da solo i proiettili e ha sparato con un fucile da caccia, probabilmente modificato artigianalmente per non far cadere i bossoli a terra. E poi c'è la prova regina: quella traccia biologica lasciata sugli occhiali della vittima e isolata dagli uomini del Ris di Parma. Tanti indizi, ma ancora scollegati tra loro, per quello che a due anni di distanza assomiglia sempre più a un delitto perfetto.