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Golf
PILLOLE DI GOLF/231: A BIELLA IL CAMPIONATO DEI GIOVANI TALENTI DEDICATO A TEODORO SOLDATI

Lucas Fallotico vince il 12° Reply International under 16


BIELLA - A ospitare la gara è il Golf Club “Le Betulle”, campo realizzato alla fine degli anni 50 sulla collina morenica della Serra, la più lunga d’Europa, un ambiente ideale per il golf. Situato a un’altitudine di 590 metri slm, Il Campo, è un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/230: ANDREA PAVAN VINCE IL REAL CZECH MASTERS

Primo successo sull'European Tour del romano


PRAGA - È il primo successo sull’European Tour di Andrea Pavan, che già si era imposto in quattro occasioni sul Challenge Tour. Il 29enne romano ha vinto, 22 colpi sotto il par del campo, il Real Czech Masters sul percorso Albatross Golf Resort (par 72), di Praga, montepremi un...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/229: ANCHE IL GOLF A SQUADRE AGLI EUROPEI IN SCOZIA

Il team italiano medaglia di bronzo nella foursome


AUTCHTERARDER (SCOZIA) – L’innovativa competizione ha visto gareggiare insieme uomini e donne, sul percorso del Gleneagles PGA Centenary, Il torneo si è giocato nell’ambito dell’European Championship 2018, la grande novità in ambito sportivo, che dopo gli...continua

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In aula Alessandro Fort, Mario e Cecilia Ferrarelli. L'ex pres. Busato ha patteggiato

TRUFFA AI DISOCCUPATI: AL VIA IL PROCESSO PER LO SCANDALO EFAL

Avrebbero incassato 1,8 milioni di fondi europei dalla Regione Veneto


TREVISO – (gp) Al via il processo a carico degli ex vertici dell'Efal in merito all'inchiesta sulla presunta truffa ai disoccupati. Dopo il patteggiamento a 11 mesi e 27 giorni dell'ex presidente dell'ente, il 53enne di Treviso Fabrizio Busato, sul banco degli imputati per l'accusa di truffa aggravata ci sono l’ex direttore generale ed ex assessore Dc Mario Ferrarelli, 83enne residente a Treviso, la figlia e dipendente Cecilia, 47 anni anche lei trevigiana, e il coordinatore Alessandro Fort, 49 anni di Noale. Secondo il sostituto procuratore Valeria Sanzari, titolare del fascicolo, avrebbero incassato fondi europei, elargiti poi dalla Regione Veneto, destinati a dei corsi di formazione per giovani alla ricerca di un'occupazione. Tra il 2005 e il 2010 l'ente di formazione e addestramento, istituito nel 1972 e legato al Movimento Cristiano Lavoratori, secondo l'accusa avrebbe ottenuto indebitamente circa un milione e 800 mila euro che l'Europa aveva versato nelle casse della Regione Veneto. Il fine sarebbe stato appunto quello di “formare” giovani disoccupati per inserirli nel mondo del lavoro in vari settori, dal restauro di beni culturali al marketing passando per la lavorazione della ceramica. Secondo gli inquirenti, il meccanismo per intascare le somme si sarebbe fondato sulla presentazione di fatture false relative ad acquisti di beni e di servizi in realtà mai fatti, oltre al deposito di finti documenti relativi al numero di partecipanti e alle spese di docenza. Documenti che sarebbero risultati in alcuni casi anche intestati a persone che non avevano nulla a che fare con l'ente di formazione. L'Efal li avrebbe presentati alla Regione che poi avrebbe firmato le varie delibere con cui girava all’ente i fondi pubblici. Il denaro però, secondo la Procura, sarebbe finito nelle tasche degli imputati che respingono le accuse dicendo che si sarebbe trattato soltanto di una contabilizzazione scorretta delle spese. Le difese insomma contano di dimostrare che non c’è stata alcuna azione dolosa da parte degli ex vertici dell'Efal, e nessuna truffa ai danni dell’ente pubblico. Si torna in aula a fine ottobre.