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Golf
PILLOLE DI GOLF/190: L'OPEN D'ITALIA 2017 È DA RECORD

Davanti a 73mila spettatori, vince l'inglese Hatton


MONZA - Eccoci giunti all’attesissimo evento, la manifestazione golfistica cardine sul territorio italiano! Preceduto da festeggiamenti, si è celebrato, dal 12 al 15 ottobre il 74° Open d’Italia, al Golf Club Milano. I più forti professionisti mondiali di Golf si son...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/189: CAMPI PRATICA, COLONNA PORTANTE DELLO SPORT

A Ca' della Nave il torneo dell'associazione dei club


MARTELLAGO - È con simpatia, che sabato 30 settembre il Golf Club Cà della Nave ha accolto l’Associazione Campi Pratica per una gara stableford a tre categorie, settima degli otto incontri della serie TROFEO, che a turno ogni Circolo appartenente all’associazione,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/188: TUTTO PRONTO PER L'OPEN D'ITALIA 2017

Al Parco di Monza il torneo del massimo circuito europeo


TREVISO - Il 74° Open d’Italia sta per andare in scena; è il principale evento sportivo nazionale legato alla Ryder Cup 2022, la sfida fra Europa e Stati Uniti, in programma fra cinque anni al Marco Simone Golf & Country Club. È il primo Open d’Italia con un...continua

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In aula Alessandro Fort, Mario e Cecilia Ferrarelli. L'ex pres. Busato ha patteggiato

TRUFFA AI DISOCCUPATI: AL VIA IL PROCESSO PER LO SCANDALO EFAL

Avrebbero incassato 1,8 milioni di fondi europei dalla Regione Veneto


TREVISO – (gp) Al via il processo a carico degli ex vertici dell'Efal in merito all'inchiesta sulla presunta truffa ai disoccupati. Dopo il patteggiamento a 11 mesi e 27 giorni dell'ex presidente dell'ente, il 53enne di Treviso Fabrizio Busato, sul banco degli imputati per l'accusa di truffa aggravata ci sono l’ex direttore generale ed ex assessore Dc Mario Ferrarelli, 83enne residente a Treviso, la figlia e dipendente Cecilia, 47 anni anche lei trevigiana, e il coordinatore Alessandro Fort, 49 anni di Noale. Secondo il sostituto procuratore Valeria Sanzari, titolare del fascicolo, avrebbero incassato fondi europei, elargiti poi dalla Regione Veneto, destinati a dei corsi di formazione per giovani alla ricerca di un'occupazione. Tra il 2005 e il 2010 l'ente di formazione e addestramento, istituito nel 1972 e legato al Movimento Cristiano Lavoratori, secondo l'accusa avrebbe ottenuto indebitamente circa un milione e 800 mila euro che l'Europa aveva versato nelle casse della Regione Veneto. Il fine sarebbe stato appunto quello di “formare” giovani disoccupati per inserirli nel mondo del lavoro in vari settori, dal restauro di beni culturali al marketing passando per la lavorazione della ceramica. Secondo gli inquirenti, il meccanismo per intascare le somme si sarebbe fondato sulla presentazione di fatture false relative ad acquisti di beni e di servizi in realtà mai fatti, oltre al deposito di finti documenti relativi al numero di partecipanti e alle spese di docenza. Documenti che sarebbero risultati in alcuni casi anche intestati a persone che non avevano nulla a che fare con l'ente di formazione. L'Efal li avrebbe presentati alla Regione che poi avrebbe firmato le varie delibere con cui girava all’ente i fondi pubblici. Il denaro però, secondo la Procura, sarebbe finito nelle tasche degli imputati che respingono le accuse dicendo che si sarebbe trattato soltanto di una contabilizzazione scorretta delle spese. Le difese insomma contano di dimostrare che non c’è stata alcuna azione dolosa da parte degli ex vertici dell'Efal, e nessuna truffa ai danni dell’ente pubblico. Si torna in aula a fine ottobre.