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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Rimessa la querela: in una lettera il 43enne afferma che le notizie erano false

LUCA ZAIA DIFFAMATO IN INTERNET: RAFFAELE SERAFINI CHIEDE SCUSA

Falsi scoop e festini hard: sotto accusa le frasi del sito Gaxetaveneta


TREVISO – (gp) Tramite il suo precedente legale aveva sostenuto di poter dimostrare a processo la propria estraneità ai fatti, di non essere l'autore dell'articolo incriminato e di chiedere una perizia per capire chi fosse il vero proprietario e gestore del sito gaxetaveneta.com. Ora però, difeso dall'avvocato Andrea Arman (nominato di fiducia dopo la rinuncia dell'avvocato Luca Azzano Cantarutti), Raffaele Serafini è tornato sui suoi passi ammettendo di averla sparata grossa accusando il governatore del Veneto Luca Zaia di aver organizzato dei festini a luci rosse nella cornice di Castelbrando a Cison di Valmarino nel periodo del G8 dell'Agricoltura, quando Zaia era ministro delle Politiche Agricole. Il 43enne vicentino di Marostica ha accolto le richieste del Governatore del Veneto (che si era costituito parte civile con l'avvocato Massimo Malvestio chiedendo 50 mila euro di danni) e ha ottenuto il non luogo a procedere per l'accusa di diffamazione aggravata a mezzo internet e l'assoluzione per quella di calunnia per un difetto oggettivo in quanto mancava una formale querela alle forze dell'ordine. Le condizioni perchè Luca Zaia facesse cadere le accuse nei confronti di Serafini erano due: la prima è che l'imputato dichiarasse pubblicamente, o anche tramite una lettera indirizzata al presidente della Regione, che la notizia incriminata e pubblicata era falsa, e la seconda è che Serafini facesse una donazione, anche simbolica, in favore degli alluvionati di Vicenza del novembre 2010. Se per la donazione c'è solo un impegno formale, la lettera di scuse e di ammissione di colpa è stata depositata.

 

Ecco il testo della lettera di scuse firmata da Raffaele Serafini:

 

Signor Presidente,

mi trovo ad essere imputato e rinviato a giudizio per quanto è stato pubblicato sul sito www.gaxetaveneta.com.

In particolare il sito Le aveva attribuito di aver ottenuto supposte prestazioni sessuali a pagamento con la nota escort Nadia Macrì, nonché di aver omesso i propri doveri di Ufficio nel corso dei drammatici eventi alluvionali della fine di ottobre/primi novembre 2010.

La notizia era del tutto falsa ed il fatto di aver menzionato quale fonte la Procura di Palermo la rendeva anche subdola.

La notizia ebbe purtroppo grande risalto: fu ripresa in Consiglio regionale e non certo a Suo favore e soltanto la tempestiva azione giudiziaria da Lei intrapresa impedì che il danno potesse essere ben maggiore.

Sono quindi a presentarLe le mie scuse e dirLe che raccolgo il Suo invito a devolvere, a titolo del risarcimento del danno da Lei patito, una somma a favore delle vittime dell'alluvione così come Lei ha auspicato fin da quando ha presentato querela.

Vorrà estendere le mie scuse anche a Sua moglie ed ai Suoi famigliari e a tutti i cittadini del Veneto per essere stati indotti, in un momento tragico e senza la benché minima ragione, a credere che il loro Presidente stava tradendo la loro fiducia mancando ai suoi doveri istituzionali.

Confido che quindi Lei vorrà rimettere la querela e nel quale caso Lei potrà utilizzare la presente in qualsiasi sede nelle forme che riterrà più opportune.