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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Gaiarine, la commissione tributaria di Treviso si è pronunciata sul ricorso

L'AGENZIA DELLE ENTRATE PRESENTA IL CONTO ALLA "JESSE": 52 MILIONI

Nel 2012 la GdF scoprì un nascondiglio con la contabilità "occulta"


GAIARINE - Un’evasione fiscale da oltre 52 milioni di euro tra maggiori imposte, interessi e sanzioni nascosta tra gli “appunti” di contabilità di un'azienda di Francenigo, La Jesse. E’ questa l’entità della truffa scoperta dall’Agenzia delle Entrate e messa a segno dalla dirigenza del mobilificio: gli ispettori, dopo quasi due anni di indagini hanno accertato la frode grazie all’analisi della documentazione extracontabile e dei pagamenti “fuori busta”. La conferma arriva dalla Commissione tributaria provinciale di Treviso, che si è recentemente pronunciata sul ricorso presentato dall’azienda contro l’Agenzia delle Entrate. La Guardia di Finanza nel marzo del 2012 aveva scoperto alla “Jesse” un vero e proprio nascondiglio segreto all’interno dei locali del mobilificio, contenente numerosi documenti extracontabili, buste intestate al personale per i compensi in nero e centinaia di migliaia di euro in contanti, valute straniere e oro. La “contabilità occulta” – sparsa tra appunti informali dell’imprenditore e diversi supporti informatici - è stata poi utilizzata per ricostruire l’entità milionaria dell’evasione di Ires, Irap, Iva e ritenute d’acconto, così come la prassi dei pagamenti in nero o “fuori busta” di fornitori e dipendenti. Le prove hanno fatto scattare i successivi accertamenti dell’Agenzia delle Entrate nei confronti dei titolari del mobilificio, che ne hanno contestato la legittimità. La Commissione tributaria provinciale ha dato ragione all’Agenzia delle Entrate affermando che “la contabilità in nero risultante da appunti personali e informali dell’imprenditore, ovvero, da documentazione contenuta in floppy disk, costituisce valido elemento indiziario dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza richiesti dalla legge”. Il mobilificio deve all’Erario oltre 52 milioni di euro tra maggiori imposte, interessi e sanzioni.