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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Disposta la trascrizione dei dialoghi dell'ispettore dell'Icq sotto accusa

ISPETTORE ANTIFRODI: TUTTO GIRA ATTORNO ALLE INTERCETTAZIONI

Il 51enne di Conegliano è chiamato a rispondere di induzione idenbita


CONEGLIANO – (gp) Più che uno stop, per la Procura sarebbe un passo fondamentale per “incastrare” Loris Serafin, l'ispettore antifrodi 51enne di Conegliano finito di fronte al giudice per rispondere dell'accusa di induzione indebita a dare o promettere utilità, ridimensionata rispetto a quella iniziale di concussione per induzione. Il collegio dei giudici del tribunale di Treviso ha infatti conferito l'incarico per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche che, secondo l'accusa, rappresenterebbero la prova regina nel processo a carico del funzionario dell'Ispettorato Centrale per la tutela della qualità e la repressione delle frodi dei prodotti agroalimentari. Per la difesa, rappresentata dall'avvocato Danilo Riponti, proverebbero esattamente il contrario: l'ispettore fin dall'inizio delle indagini ha sempre respinto ogni addebito professando la propria innocenza, motivo per cui ha scelto di affrontare un processo non optando per alcun rito alternativo. Secondo la guardia di finanza che ha condotto le indagini, l'ispettore dell'Icq avrebbe incassato a titolo di consulenze oltre 5 mila euro in contanti (2 mila da una società di Pieve di Soligo e 3.500 da un'azienda di Valdobbiandene) e svariate altre centinaia di euro sotto forma di pieni benzina per il suo Range Rover. Soldi ottenuti, secondo gli inquirenti, dagli imprenditori come pagamenti per presunte attività di promozione commerciale che l'uomo avrebbe fatto grazie alle sue asserite conoscenze e influenze nel settore e soprattutto facendo valere il suo ruolo di pubblico ufficiale.