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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Inflitti cinque anni e quattro mesi ciascuno a Fabio Pappalardo e Mario Di Nunzio

RAPINA ALLE POSTE DI LOVADINA: CONDANNE PER OLTRE DIECI ANNI

I due erano stati arretati dai carabinieri in meno di 24 ore dal colpo


SPRESIANO – (gp) Condanne per oltre dieci anni di reclusione per la rapina all'ufficio postale di Lovadina di Spresiano. Il gup Umberto Donà, abbassando di appena due mesi le richieste del pm Barbara Sabattini, ha condannato a 5 anni e 4 mesi Fabio Pappalardo e Mario di Nunzio, i due catanesi di 31 e 47 anni arrestati meno di 24 ore dopo il colpo datato 17 gennaio. I due imputati, difesi dall'avvocato Alessandra Nava, hanno optato per essere giudicati con rito abbreviato, in modo da usufruire dello sconto di un terzo della pena. Un'ulteriore contenimento dell'entità della condanna è derivato dal loro comportamento processuale: comparsi di fronte al gip Angelo Mascolo per l'interrogatorio di convalida del fermo, entrambi avevano ammesso tutto dicendo di aver deciso di mettere a segno il colpo perchè disoccupati e a corto di denaro. Una rapina figlia della crisi insomma, che comunque non li ha esentati da colpe. Secondo quanto contestato dalla Procura di Treviso,armati di una scacciacani e una pistola giocattolo i due erano riusciti a farsi consegnare da una dipendente 15 mila euro. Fuggiti in bicicletta, avevano poi fatto perdere le loro tracce. Grazie alle testimonianze di alcuni cittadini di Spresiano, i carabinieri li avevano arrestati il giorno successivo in un'abitazione di via Leopardi a Visnadello. Abitavano lì da un paio di giorni, nella casa del figlio 29enne di Di Nunzio, che risulta tuttora formalmente indagato per favoreggiamento personale. All'interno dell'abitazione i militari avevano recuperato sia la scacciacani che la pistola giocattolo, oltre ai berretti e ai due ponchi (uno giallo ed uno blu) con cui si erano travisati. I militari avevano anche recuperato quasi 7 mila euro dei 15 mila rubati.