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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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L'allarme: centinaia di operatori e di associaizioni a rischio paralisi

CERTIFICATI ANTI-PEDOFILIA, VOLONTARIATO DI MARCA NEL CAOS

Poi in serata il ministero chiarisce: "Solo per i rapporti di lavoro"


TREVISO - Pericolo scampato per centinaia di associazioni di volontariato della Marca. L'obbligo del certificato del casellario giudiziale per le persone da impiegare in attività a contatto con i minori, previsto dal decreto che attua una direttiva Ue in materia di lotta alla pedofilia, scatta solo di fronte alla stipula di un contratto di lavoro e non dove ci si avvalga di forme di collaborazione: non grava, quindi, «su enti e associazioni di volontariato pur quando intendano avvalersi

dell'opera di volontari». Lo precisa una circolare del ministero della Giustizia, appena pubblicata sul sito, che chiarisce alcuni aspetti relativi all'applicazione del decreto. La normativa aveva mandato in fibrillazione l'intero mondo del volontariato trevigiano.

"Norme sacrosante, ma che non possono essere applicate d’un colpo a tutto il variegato mondo delle organizzazioni che si occupano di minori", aveva dichiarato Adriano Bordignon, presidente di Volontarinsieme – CSV Treviso. In base ad una direttiva europea, recepita dalla normativa italiana il 22 marzo scorso, infatti, tutti i volontati di organizzazioni no profit che lavorino a contatto con minori devono presentare entro il 6 aprile il certficato della fedina penale per dimostrare di non aver subito condanne per reati come pedofilia, abusi sessuali su minorenni, pedopornografia, sfruttamento e simili. Le varie associazioni condividevano le motivazioni del provvedimento, ma contestavano i tempi strettissimi (due settimane) concessi per mettersi in regola e i costi. Questo rischiava di compromettere e bloccare del tutto l'attività di decine di associazioni nei più svariati campi, dall'assistenza ai disabili ai trasporti, alla formazione. Nelle sole iniziative legate al reparto di pediatria dell'ospedale di Treviso, ad esempio, sono impegnate circa 150 persone. Senza contare le decine di società e club sportivi che svolgono attività giovanile. Le pene da 10.000 a 15.000 euro. La "fedina penale" deve essere richiesta da ogni interessato alla Procura della Repubblica competente, pagando una marca da bollo da  16  euro, più un'altra 7,08 se il certificato è urgente o da 3,54 senza urgenza. Circa 27 euro, dunque, che diventano 54 all'anno in quanto il certificato penale ha valenza di soli sei mesi.