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Golf
PILLOLE DI GOLF/222: FRANCESCO MOLINARI PRIMO ITALIANO A TRIONFARE NEL PGA TOUR

L'azzurro stravince il Quicken Loans National a Potomac


POTOMAC (USA) - Non mi dirà più il mio caro amico Fabrizio: "Molinari è bravo, ma non abbastanza! È quasi sempre nelle prime posizioni, ma non è capace di tirare fuori le p.… e portare a casa una vittoria nel PGA". Mi facevano soffrire queste parole,...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/221: AIGG, DOPPIA TAPPA PIEMONTESE AL BOGOGNO

I due persorsi del circolo novarese ospitano i giornalisti


BOGOGNO (NO) - In questa vallata del contado novarese, terra un tempo devota a Diana, dea dei boschi, già possedimento dei Visconti, degli Sforza, dei Borromeo, il cui abitato è contornato di colline moreniche, c’è il Golf Bogogno, “Castrum Novum” che...continua

Golf
CAMPI DA GOLF/18: GOLF CLUB TRIESTE

Tra il Carso e il mare, lo storico campo del Friuli Venezia Giulia


TRIESTE - Trieste, città cosmopolita dallo spirito indomito, con qualche nostalgia dell’impero austroungarico, è città affascinante, punto cospicuo della struttura europea, adagiata sulla stretta striscia di territorio di quell’altopiano carsico a cavallo tra il...continua

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Il 30enne era accusato di sequestro di persona, lesioni e porto abusivo di armi

L'EX FIDANZATA S'INVENTA TUTTO: EDMOND GJZELI ╚ STATO ASSOLTO

In aula l'avvocato Fabio Crea ha smontato l'impianto accusatorio


MANSUE' – (gp) L'ex fidanzata, un ragazza romena ora 23enne che lo aveva fatto finire prima in carcere e poi sotto processo, si è inventata tutto. O meglio Edmond Gjzeli, 30enne albanese residente a Mansuè, è stato assolto dal tribunale di Vicenza dalle accuse di sequestro di persona, lesioni gravi, porto abusivo d'armi, violenza privata aggravata e violazione di domicilio. Il suo legale, l'avvocato Fabio Crea, è riuscito infatti a dimostrare in aula che il racconto della presunta vittima non era attendibile e che non aveva trovato alcun riscontro probatorio, facendo così crollare l'impianto accusatorio. I fatti contestati hanno inizio il 27 febbraio 2012 quando la giovane, dopo un periodo di convivenza con l'imputato durato circa un anno, aveva deciso di tornare a vivere a Vicenza dalla madre. Quel giorno Gjzeli avrebbe preso la sua auto e si sarebbe recato dalla fidanzata. Secondo l'accusa, sorprendendola mentre rincasava, l'avrebbe prima picchiata nell'abitazione, poi l'avrebbe caricata a forza in macchina e nel tragitto in autostrada verso Conegliano avrebbe continuato a metterle le mani addosso, rompendole il labbro e fratturandole il naso. “Dobbiamo fare i conti io e te” le avrebbe detto, puntandole contro una pistola (poi non ritrovata al momento della perquisizione e dell'arresto). Ma la violenza non si sarebbe fermata: per un'intera giornata la 23enne sarebbe rimasta in balia dell'allora fidanzato il quale, una volta usciti dall'autostrada, l'avrebbe rinchiusa nel bagagliaio dell'auto per andare in una sala giochi a Oderzo, poi nella camera di un albergo a Ponte di Piave e infine, portandole via la carta d'identità e il telefonino, l'avrebbe trascinata a forza da un parrucchiere per togliere il sangue che aveva tra i capelli. Sarebbe stata quella l'ultima tappa del viaggio: Gjzeli l'avrebbe infatti lasciata andare. Lei, sconvolta, avrebbe raggiunto la madre a Vicenza e poi si sarebbe recata all'ospedale San Bortolo per farsi curare. La prognosi: lacerazione del labbro inferiore e rottura del setto nasale giudicate guaribili in 20 giorni. Dopo quell'episodio scattò la denuncia. Ma quei fatti, secondo i giudici, non si sarebbero mai verificati.