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Golf
PILLOLE DI GOLF/181: SUPER FRANCESCO MOLINARI, SECONDO AL PGA CHAMPIONSHIP

A Charlotte l'azzurro protagonista nel torneo dei pro Usa


TREVISO - Si è concluso il 13 agosto il 99° PGA Championship giocato al Quail Hollow Club di Charlotte, un lunghissimo Par 71 di 7.000 metri, nel North Carolina. Non potevamo trascurare questo evento, il quarto e ultimo major della stagione, con 156 giocatori, i più grandi del...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/180: MATSUYAMA "SGOMMA" CON UN TERZO GIRO RECORD

Il giapponese vince la sfida tra campioni al Wgc Bridgestone Championship


TREVISO - Si gioca al Campo Sud del Firestone CC, un Par 70 di Akron nell’Ohio, il Wgc Bridgestone Championship Invitational, terzo dei quattro tornei stagionali del World Golf Championship che anticipa di una settimana il PGA, il Campionato Professionisti Americano, che sarà...continua

Golf
PILLOLE DI GOLF/179: THE OPEN

Il trionfo di Jordan Spieth che vice il terzo major stagionale


GRAN BRETAGNA - The Open Championship o semplicemente The Open, è il British Open, che così vien chiamato solo fuori del Regno Unito. È la competizione golfistica tra le più importanti, la più longeva, ha storia di tre secoli. È l’unico dei quattro...continua

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Il 30enne era accusato di sequestro di persona, lesioni e porto abusivo di armi

L'EX FIDANZATA S'INVENTA TUTTO: EDMOND GJZELI È STATO ASSOLTO

In aula l'avvocato Fabio Crea ha smontato l'impianto accusatorio


MANSUE' – (gp) L'ex fidanzata, un ragazza romena ora 23enne che lo aveva fatto finire prima in carcere e poi sotto processo, si è inventata tutto. O meglio Edmond Gjzeli, 30enne albanese residente a Mansuè, è stato assolto dal tribunale di Vicenza dalle accuse di sequestro di persona, lesioni gravi, porto abusivo d'armi, violenza privata aggravata e violazione di domicilio. Il suo legale, l'avvocato Fabio Crea, è riuscito infatti a dimostrare in aula che il racconto della presunta vittima non era attendibile e che non aveva trovato alcun riscontro probatorio, facendo così crollare l'impianto accusatorio. I fatti contestati hanno inizio il 27 febbraio 2012 quando la giovane, dopo un periodo di convivenza con l'imputato durato circa un anno, aveva deciso di tornare a vivere a Vicenza dalla madre. Quel giorno Gjzeli avrebbe preso la sua auto e si sarebbe recato dalla fidanzata. Secondo l'accusa, sorprendendola mentre rincasava, l'avrebbe prima picchiata nell'abitazione, poi l'avrebbe caricata a forza in macchina e nel tragitto in autostrada verso Conegliano avrebbe continuato a metterle le mani addosso, rompendole il labbro e fratturandole il naso. “Dobbiamo fare i conti io e te” le avrebbe detto, puntandole contro una pistola (poi non ritrovata al momento della perquisizione e dell'arresto). Ma la violenza non si sarebbe fermata: per un'intera giornata la 23enne sarebbe rimasta in balia dell'allora fidanzato il quale, una volta usciti dall'autostrada, l'avrebbe rinchiusa nel bagagliaio dell'auto per andare in una sala giochi a Oderzo, poi nella camera di un albergo a Ponte di Piave e infine, portandole via la carta d'identità e il telefonino, l'avrebbe trascinata a forza da un parrucchiere per togliere il sangue che aveva tra i capelli. Sarebbe stata quella l'ultima tappa del viaggio: Gjzeli l'avrebbe infatti lasciata andare. Lei, sconvolta, avrebbe raggiunto la madre a Vicenza e poi si sarebbe recata all'ospedale San Bortolo per farsi curare. La prognosi: lacerazione del labbro inferiore e rottura del setto nasale giudicate guaribili in 20 giorni. Dopo quell'episodio scattò la denuncia. Ma quei fatti, secondo i giudici, non si sarebbero mai verificati.